BELLINZONA - «Ci teniamo a distanziarci totalmente da quanto è stato votato dal Gruppo dei Verdi in Gran Consiglio l’altro ieri a sostegno dell'iniziativa della deputata Patrizia Ramsauer (Lega) "Ma il lupo non deve morire". I fatti sono molto chiari e il sostegno dei nostri deputati denota una totale mancanza di visione (soprattutto pratica) sulla questione del lupo e la conoscenza del nostro territorio». Così si esprimono Pierluigi Zanchi e Ivano Vosti, membri del comitato cantonale dei Verdi, in un vero e proprio “j’accuse” nei confronti dei deputati del proprio partito.«In realtà è che non c'è più bisogno di proteggerlo; il lupo è tornato da solo; ora ci sono da proteggere agricoltori e bestie sugli alpeggi. Ed uno dei problemi di fondo è che vi sono molte complicazioni e costi per i contadini per farsi risarcire i danni subiti; in pratica è maledettamente difficile ricuperare i soldi della perdita dei capi sbranati; e non è tutto; se ti muoiono delle capre o delle pecore il valore da risarcire non è solo delle bestie sbranate ma tutta la perdita che queste bestie avrebbero fornito durante l'anno sotto forma di latte, formaggini, agnelli o capretti; senza contare che un gregge traumatizzato dall’evento produrrà a sua volta meno latte; la domanda è : "chi difende il lupo, è disposto a pagare anche per questi “danni collaterali”? », si legge nella nota. «Inoltre riteniamo paradossale e improponibile il fatto di risolvere il problema recintando gli alpeggi. Su questo punto si denota una totale conoscenza del territorio. C'è poi il discorso di autosufficienza alimentare da prendere in considerazione; e sugli alpeggi non ci crescono mais, patate, soia o pomodori; c'è solo l'erba, che è quella che permette di avere una certa sicurezza alimentare grazie alle bestie allevate. È pure una questione di protezione del paesaggio alpestre, così duramente ottenuto dal lavoro dei nostri avi. Infine, concludendo, diciamo che se proprio dobbiamo scegliere fra chi non far morire, tra una famiglia di agricoltori con le loro bestie e un lupo... non abbiamo dubbi su chi scegliamo. È proprio vero che la fame di oggi non è più al stessa di ieri. Per questo motivo abbiamo aderito anche all’Associazione ticinese contro i grandi predatori».