POLITICA
Torna "Ticino Sicuro", conoscere i pericoli per combatterli
L'associazione organizza il secondo ciclo di incontri. Con esperti si dibatterà di disagio giovanile, dei rapporti con la polizia e la autorità e di mobbing e stalking
LUGANO - La sicurezza, sotto varie sfaccettature, è un tema sempre più importante e complesso, e Ticino Sicuro torna a offrire spazi per il dialogo fra esperti e cittadinanza. Per il secondo ciclo di incontri, nato dal successo del primo ciclo lo scorso anno, sono stati individuati tre temi particolarmente vicini alle associazioni promotrici, che continuano la loro preziosa attività, fonte di soddisfazioni ma, purtroppo, anche di numerose segnalazioni. Besso Pulita, FDU Fondazione Diritti Umani, Pro Juventute Svizzera italiana, insieme ai consulenti del progetto, gli avvocati
Natalia Ferrara Micocci
e
Luigi Mattei
, già Procuratori Pubblici, e l’avvocato
Giovanna Masoni Brenni
, madrina dell’iniziativa (oltre che Presidente dell’associazione Radix Svizzera Italiana e vice sindaca di Lugano), hanno deciso di dedicarsi ancor di più alla violenza meno visibile, ma non meno pericolosa, e all’annosa discussione tra maggiore sicurezza e meno controllo da parte dello Stato.«I temi della sicurezza sono talmente complessi che con gli slogan non si risolvono né si danno concrete risposte ed appoggio alla cittadinanza, che, a giusta ragione, lo richiede», ha detto
Giovanna Masoni Brenni
nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina. «Il progetto Ticino Sicuro, come mi sono trovata a sottolineare sin dall'inizio, è riuscito ad allargare lo sguardo oltre le barriere ideologiche evitando sia la banalizzazione che la demonizzazione dei problemi. È fondamentale per tutti noi cittadini, e naturalmente per chi si impegna in politica, ricordare che la sicurezza dipende da ciascuno di noi: inizia in famiglia e si definisce con l'educazione, la formazione, la cultura».Ticino Sicuro, ha ribadito
Morena Ferrari Gamba
della Fondazione Diritti Umani, una delle associazioni costituenti il progetto, vuol combattere la paura con la conoscenza. «Una persona che ha paura non è più una persona libera, rimane condizionata nei suoi criteri di giudizio e nelle sue scelte. La mancanza di sicurezza, la paura, sono di fatto mancanza di libertà. In questo senso, personalmente, mi spaventa chi continua a fare della sicurezza un tema intimidatorio. Vogliamo portare avanti un discorso di informazione e rete per far si che le persone abbiano gli strumenti per individuare i reali pericoli, se ci sono, e capire come affrontarli per poter vivere in libertà e serenità».Il primo tema che verrà affrontato sarà quello del disagio giovanile e di come combattere la violenza da esso provocata: il 26 febbraio alle scuole elementari di Breganzona se ne parlerà con il Magistrato dei minorenni
Reto Medici
, con
Michele Bertini
, Municipale della Città di Lugano a capo del Dicastero Sicurezza e spazi urbani e con
Ugo Cancelli
, presidente di Besso Pulita, oltre che con
Morena Ferrari Gamba
per la Fondazione Diritti Umani, e con
Natalia Ferrara Micocci
, ex Procuratrice Pubblica e consulente di Ticino Sicuro.In seguito, all'Hotel Pestalozzi a Lugano si dibatterà giovedì 17 marzo su "Stato di Polizia o Polizia di prossimità: sempre più bisogno di sicurezza, sempre più rifiuto dell’autorità", e infine appuntamento sulla tematica di mobbing e stalking, ovvero la violenza che arriva da chi non te lo aspetti, a maggio, con dettagli che seguiranno. Chiunque può in ogni momento suggerire temi da portare all'attenzione dell'associazione.Nella foto: un appuntamento dello scorso ciclo di dibattito, tenutosi il 25 febbraio scorso
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