POLITICA
Non è uno scherzo: dopo il burqa, il Ghiro lancia un'iniziativa per la legittima difesa
Giringhelli lancia un'iniziativa: i costi dell'avvocato per chi si difende e viene assolto devono essere pagate. «I ladri non sono più gentiluomini e qualcuno sparerà anche in Ticino»
LOSONE - In un certo senso è stato un apripista a livello nazionale per il divieto del burqa, ora vuole farlo per il tema della legittima difesa. Nel comitato pronto a lanciare il prossimo primo aprile - e non è uno scherzo - un'iniziativa popolare per chiedere che, in caso di assoluzione, chi ha dovuto pagarsi un avvocato in un processo per eccesso di difesa sia risarcito, Giorgio Ghiringhelli ha voluto nomi importanti, da Battista Ghiggia ai consiglieri nazionali Lorenzo Quadri, Roberta Pantani, Fabio Regazzi e Marco Chiesa, il sindaco di Chiasso Moreno Colombo ed altri, in tutto quindici. «Seguendo molto la cronaca italiana, vedo che si parla tanto di legittima difesa e delle reazioni dei cittadini a queste bande dell'est, che entrano nelle case con una violenza inaudita. Qualcuno comincia a sparare e ci sono stati anche morti, io a marzo avevo già fatto una petizione al Gran Consiglio, chiedendo di coprire i costi degli avvocati dei deputati per eccesso di difesa», ci spiega.
L'avvocato d'ufficio, tranne in casi di bagatelle, viene rimborsato. Voi volete fare un passo oltre.
«Chi sceglie l'avvocato d'ufficio in caso di assoluzione già ora, e non solo per questo reato, viene risarcito. Noi chiediamo che se qualcuno non vuole un avvocato d'ufficio, magari con poca esperienza, e sceglie il suo legale di fiducia che costa di più, abbia le spese pagate, a condizione che sia assolto. Se viene condannato, la nostra iniziativa non serve. Dovrebbe essere lo Stato a garantire la sicurezza dei cittadini, nei casi in cui non può farlo e un cittadino deve pensarci da solo e non commette un eccesso punibile, i costi legali devono essere rimborsati».
Ci sono precedenti conosciuti in Ticino?
«Nel 2005 un cambiavalute di Brissago era stato rapinato da due uomini e ne aveva ucciso uno con una coltellata. Ha voluto il suo avvocato di fiducia, è stato assolto, ma gli sono rimasto 9'000 franchi da pagare. Fortunatamente altri casi così plateali non ve ne sono stati per ora».
Sta precorrendo i tempi?
«Col burqa, nel 2011, mi accusavano che in Ticino non c'erano casi, ma vedendo l'avanzata islamista sapevo sarebbero arrivati. Guardo in avanti e lo stesso faccio per la legittima difesa. La gente da noi non è ancora arrivata al punto di doversi difendere frequentemente con pistole e altre armi, ma siamo al confine con questa situazione e le bande dell'est potrebbero capire che è meno rischioso venire qui a fare rapine. Il problema non è se qualcuno reagirà sparando, ma quando: la domanda da porsi è questa. La mia visione è pessimistica, però realistica. Sarei il primo a essere contento se la nostra iniziativa si rivelasse inutile, ma se servisse anche in un solo caso avrei fatto qualcosa di utile».
Parla di bande dell'est, i membri del comitato sono soprattutto di destra: pensate in particolare ai cosiddetti "criminali stranieri"?
«Non c'entra se uno è straniero, il ladro può essere anche ticinese. Possiamo dire che una volta il ladro era "gentiluomo", aspettava che le persone uscissero per rubare, ora queste bande, provenienti soprattutto dai paesi dell'est, hanno altre abitudini: agiscono con molta violenza, in gruppi di quattro o cinque, vanno in casa sapendo che c'è qualcuno per non perdere tempo a cercare dove sono tenuti gli oggetti preziosi. Prendono a pugni e calci un famigliare per avere, per esempio, la combinazione della cassaforte. Prima o poi succederà che anche da noi qualcuno reagirà contro chi entra in casa, ticinese o straniero che sia, con cattive intenzioni, trasformandosi da vittima a accusato e non sapendo come ne uscirà. È possibile reagire con un eccesso di legittima difesa, magari sparando al buio contro qualcuno di disarmato. E noi non pensiamo solo a chi è in casa, ma tocca tutti i casi in cui qualcuno deve difendersi da aggressioni o ha difeso terzi coinvolti».
Cosa rappresenta, dunque, la vostra iniziativa?
«Lancia un segnale, anche se avrei voluto fare di più. Giusto secondo me era, come aveva proposto Lorenzo Quadri con una mozione a Berna (respinta perché "provocherebbe delle reazioni del tutto sproporzionate"), togliere il reato di legittima difesa, almeno in casa: in qualsiasi modo ci si difenda, dovrebbe avere l'impunità automatica, ed io condivo. Posso lanciare un appello?»
Co dica... .
«Stiamo cercando raccoglitori di firme, preferibilmente volontari. Abbiamo ottenuto il permesso di raccogliere, per esempio, firme ai seggi elettorali di una cinquantina di paesi. Chi vuole vedere se nel suo Comune abbiamo bisogno, trova tutto sul sito www.ilguastafeste.ch».
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