BELLINZONA - Fu frode elettorale. Poco prima delle elezioni cantonali dello scorso aprile, per cui era candidato al Gran Consiglio per il PLR, scoppiò il caso Kauz. Michele Kauz aveva infatti promesso ad un'altra candidata via Facebook 14 schede di voto. Ancora ora, non si sa di chi erano, perché Kauz inizialmente aveva detto di averle compilate per parenti (circostanza permessa dalla legge) ma non ha mai voluto fornire i loro nomi.Ora è arrivata anche la condanna. Nelle scorse settimane, il procuratore capo Nicola Respini aveva proposto una pena pecuniaria sospesa. Kauz non ha impugnato la decisione, che diventa dunque definitiva. Il caso aveva subito suscitato le reazioni sdegnate del PLR e dell'intero mondo politico, e il candidato si era ritirato, rinunciando alla posizione di primo subentrante in Parlamento del suo circondario e dimettendosi anche dalla carica in Consiglio Comunale, ammettendo di aver commesso una sciocchezza.