loda il modello, elaborato su impulso del proprio Consigliere di Stato Christian Vitta. Col sistema "bottom up" «il Ticino assume l’atteggiamento corretto per muoversi nei confronti di Berna portando delle proposte e delle soluzioni concrete, senza limitarsi a rivendicare", guadagnando così credibilità e considerazione a livello nazionale che saranno anche utili per affrontare le problematiche in futuro». Se il messaggio del Consiglio federale è inapplicabile, la cosiddetta clausola ticinese tiene conto delle specificità regionali, «ed è pertanto estremamente rispettosa del principio del federalismo affrontando i problemi laddove questi si pongono. Si tratta di un piano molto più flessibile e articolato, che tratta al suo interno anche il problema dei frontalieri». La sua applicazione favorirebbe buone relazioni con l'UE, si rallegrano i liberali, con misure limitate nel tempo. Si plaude alla soluzione della preferenza indigena per i frontalieri, più facilmente attuabile rispetto ai contingenti.Anche secondo i Verdi il modello è migliore di quello presentato dal Consiglio federale, ma si tratta di un "cerotto". «Non avrà un effetto preventivo sul deterioramento del mercato del lavoro. Le misure proposte infatti verrebbero adottate nei settori economici o nelle regioni quando la situazione è già giudicata grave. Si riproporrebbe quindi lo stesso meccanismo dei contratti normali di lavoro: soluzioni non preventive e risolutive ma “lenitive ” e temporanee, introdotte solo quando le condizioni peggiorano».Non è chiaro, per esempio, che cosa accadrebbe nei settori con disoccupazione SECO bassa ma stipendi bassi che escludono i residenti. «Una clausola di salvaguardia, qualsiasi sia il modello di attuazione, non è in grado da sola di risolvere questi problemi. Senza criteri qualitativi che garantiscano posti di lavoro per la manodopera residente, il nostro cantone continuerà ad attirare imprese interessate solo a sfruttare personale a basso costo e a sfruttare le condizioni fiscali vantaggiose», constatano i Verdi. Le imprese in Ticino aumentano però d'altro canto aumentano i disoccupati ILO e le persone in assistenza: «una crescita quantitativa che non ha portato nessun beneficio alla popolazione, anzi. Il nostro obiettivo dev'essere quello di garantire la qualità di vita delle persone che vivono sul nostro territorio e a lungo termine, non solo quella di favorire una crescita economica immediata e a vantaggio di pochi», termina il comunicato.Per l'