POLITICA
«Fedez ormai è un artista pop come Ramazzotti. Il rap ticinese è in fermento»
Approfittando della presenza di Fedez in Ticino, Maxi B analizza per noi il panorama del rap. «La differenza la si fa quando si esce dalla cerchia degli amici».
RIAZZINO - Questa sera il Vanilla ospita Fedez, un'icona della musica italiana moderna e del rap, spesso al centro della cronaca e del gossip per le sue love story e per i suoi tweet (questa notte, per esempio, è finito in ospedale per essere stato picchiato da un vicino). Ma la sua evoluzione fa di lui ancora un rapper, oppure Fedez negli anni è divenuto altro? E come sta il rap in Ticino? Approfittando della presenza dell'ospite a Riazzino, abbiamo affrontato il tema con Maxi B, probabilmente il più famoso rapper ticinese.
Fedez è ancora uno dei nomi di punta del rap italiano?
«Onestamente non lo è mai stato. Va detto però, che i primi mixtape e album indipendenti facevano ben sperare. Ricordo una nostra collaborazione in un suo pezzo (Dove si va) che lasciava intuire del talento. È innegabile invece, che Fedez sia un grande artista pop. Un prodotto perfetto: piace alle ragazzine e alle mamme, fa arrabbiare i politici (non c'è niente che renda più popolari!), sa scegliere bene le sue collaborazioni (vedi Francesca Michielin, J Ax e Noemi per esempio,) sa muoversi come pochi altri tra i meccanismi dello show business. Un pregio non da poco. Sotto i tatuaggi non c'è semplicemente "un coso dipinto", citando Gasparri, ma uno stratega arguto che in poco tempo ha saputo entrare nel grande giro, attraverso le TV, della musica italiana, che vive di talent show e di personaggi. Di Fedez ne parlano tutti, si sa più o meno tutto, ma, se ci si fa caso, della sua musica si dice poco o nulla. Non è quella che conta. Dell'ultimo disco, uscito nel 2014, sono state realizzate parecchie versioni, aggiungendo di volta in volta qualche inedito. Un ottimo esempio di come si deve fare per far rendere al massimo un prodotto. Tutto questo però non fa di lui un bravo rapper, se di rap (rime, Flow, attitudine) vogliamo parlare».
Osservando la sua evoluzione, si nota un cambiamento in lui: solitamente i rapper sono "controcorrente", lui si è un po' "istituzionalizzato" partecipando a X Factor, firmando con le sue frasi i Baci Perugina, finendo anche al centro del gossip, e cantando d'amore: si è in un certo senso allontanato secondo lei dal rap originale? I nuovi rappresentanti "veri e puri" potrebbero essere Clementino e Rocco Hunt?
«I Baci Perugina, il gossip (spesso cercato), X Factor sono la normale conseguenza del personaggio in questione. Mi stupirei del contrario. Fedez il rap originale lo ha forse vissuto nei primi anni di carriera ma ora, ripeto, stiamo parlando di un artista pop, alla stregua di Ramazzotti, Nek,..., è proprio un altro approccio. Anche Clementino (un amico) e Rocco Hunt hanno intrapreso la via del mainstream ma l'attitudine e le rime sono di tutt'altra pasta. In questo caso, alla base di ogni scelta c'è l'amore per una cultura come l'hip Hop, e si percepisce. A rappresentare il rap italiano ci sono comunque altri nomi e non tutti partecipano a San Remo o ai talent show. La musica vive anche al di fuori di questi contenitori. Ha meno risonanza ma non certo meno qualità».
I temi del rap sono per forza contestazione e politica oppure si può inserire, come ha fatto, Fedez, l'amore e le collaborazioni con cantanti di altri generi (pensiamo a Noemi e alla sorpresa Michielin)?
«Il rap racconta la vita, le emozioni, le illusioni e le speranze. La contestazione, la rabbia e la politica ne fanno parte, come l'amore, il sesso e l'amicizia. Non ci devono essere limiti a quello che si può dire e scrivere in una canzone rap. Quello che fa la differenza è lo stile e il modo in cui si descrivono le cose. Le collaborazioni sono positive, non conta il genere perché il fattore importante è la qualità della canzone».
Come sta il rap in Ticino? Chi sono i nomi da tener d'occhio, sia già affermati che fra i talenti?
«In Ticino c'è fermento, anche qui ci sono giovani che presto diranno la loro. Ci riusciranno quando capiranno che la differenza la fai quando ti confronti fuori dalla solita cerchia di amici. Tra quelli già affermati cito Michel, che continua a produrre vari artisti italiani e svizzeri. Per quanto mi riguarda da anni porto il rap ticinese in giro per l'Italia, prima con "Tempi Duri" di Fabri Fibra, ora con il nuovo album "Maledetto". Mi piacerebbe non essere il solo. Ma sono fiducioso».
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