«Onestamente non lo è mai stato. Va detto però, che i primi mixtape e album indipendenti facevano ben sperare. Ricordo una nostra collaborazione in un suo pezzo (Dove si va) che lasciava intuire del talento. È innegabile invece, che Fedez sia un grande artista pop. Un prodotto perfetto: piace alle ragazzine e alle mamme, fa arrabbiare i politici (non c'è niente che renda più popolari!), sa scegliere bene le sue collaborazioni (vedi Francesca Michielin, J Ax e Noemi per esempio,) sa muoversi come pochi altri tra i meccanismi dello show business. Un pregio non da poco. Sotto i tatuaggi non c'è semplicemente "un coso dipinto", citando Gasparri, ma uno stratega arguto che in poco tempo ha saputo entrare nel grande giro, attraverso le TV, della musica italiana, che vive di talent show e di personaggi. Di Fedez ne parlano tutti, si sa più o meno tutto, ma, se ci si fa caso, della sua musica si dice poco o nulla. Non è quella che conta. Dell'ultimo disco, uscito nel 2014, sono state realizzate parecchie versioni, aggiungendo di volta in volta qualche inedito. Un ottimo esempio di come si deve fare per far rendere al massimo un prodotto. Tutto questo però non fa di lui un bravo rapper, se di rap (rime, Flow, attitudine) vogliamo parlare».