POLITICA
«Gobbi, basta propoganda populista, ora fai l'uomo di Stato»
Il presidente del PS attacca il Consigliere di Stato e la politica di chiusura delle frontiere. «Non è così che si combatte il terrorismo: esso è cresciuto nel cuore dell'Europa»
BESSO - Igor Righini attacca la politica di chiusura della Lega, legandosi ai fatti di Bruxelles. Durante il suo primo comitato cantonale da presidente gli avevamo rimproverato un eccessivo silenzio, di cui poi ci aveva spiegato in un'intervista le ragioni, ieri ha parlato e lo ha fatto in modo forte.«In un momento di dolore come quello che ha seguito gli attacchi terroristici il presidente del Governo ha proposto nuovamente la chiusura dei valichi con l’Italia, strumentalizzando così la scena del dibattito e portando avanti una politica democentrista», ha detto. Chiudere le frontiere non è il modo per combattere il terrorismo, bensì servono «civiltà e fermezza».Poi la bordata contro Gobbi, a cui era stato già chiesto in giornata di non denigrare studenti e allievi ticinesi in merito alla protesta nelle scuole. «Invito il presidente dell’Esecutivo a scendere dall’altare della propaganda populista per vestire i panni dell’uomo di Stato, impegnandosi a garantire nel bene e nel male la sicurezza dei cittadini. Perché la domanda da porsi non è come o quando chiudere le frontiere ma quante vite vogliamo salvare». «La sicurezza dell’Unione europea non è a rischio per chi fugge dalla violenza. Il terrorismo fanatico è cresciuto nel cuore dell’Occidente e dunque non si può confonderlo con i richiedenti l’asilo», ha proseguito nella sua analisi Righini, aggiungendo che «dividendoci sugli stranieri faremmo proprio ciò che i terroristi vogliono». Durante il comitato cantonale non sono mancati altri temi, tra cui, ovviamente, lo sciopero al contrario delle scuole, cui il PS dà il pieno appoggio, i rapporti fra Svizzera e UE partendo da un documento elaborato dal partito nazionale e spiegato da Marina Carobbio, e il progetto PS Futuro, «elaborato per aumentare e poi stabilizzare il numero degli iscritti al Partito, rafforzare le capacità di mobilitazione, risanare le finanze a medio termine».Sono state date anche le indicazioni di voto per il 5 giugno: sì al l’iniziativa popolare legislativa elaborata "Rafforziamo la scuola Media. Per il futuro dei nostri giovani”, al referendum contro la legge sull’EOC e all’iniziativa popolare generica "Giù le mani dagli Ospedali".
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