di ridurre da 90 a 60 il numero di parlamentari. «Caro Boris, ma quando ti vengono in mente queste proposte? Proprio tu, discendente del fondatore della Lega, che aveva fatto come suo caposaldo la rappresentatività. Un'iniziativa così, proprio da voi che avete l'ardire di essere gli unici a portare la voce da la nos a gent e da tüt al Tesign dentro le stanze dei bottoni?», arringa Dadò da Facebook.«Il nostro Cantone ha una storia e il numero 90 deputati fa parte a pieno titolo di questa storia. Una storia secolare costruita con il sudore, a volte persino passata da tragedie, che non si può cancellare dall'oggi al domani come se nulla fosse», spiega. «Una storia di milizia e di rappresentatività, dove tutte le regioni (dalle valli fino a Chiasso), i ceti sociali, le sensibilità hanno sempre potuto sedere in Gran Consiglio a dire liberamente e giustamente la loro. Con la tua iniziativa, cancelleresti le fondamenta di questa storia e cacceresti i suoi principi cardine, i valori che ci hanno trasmesso nostri Padri (tanto per intenderci), fuori dall'aula del Parlamento».Anche sul lato finanziario la proposta è bocciata. «Non si risparmierebbe nulla. È pia illusione. Significherebbe invece dover mettere in discussione il sistema di milizia e creare una sorta di casta di burocrati ben remunerata. Come in Italia. Sì, esattamente come in quella Nazione tanto vituperata e che spesso sul tuo Mattino ritenete fallita. È questo che vuoi?».E conclude, «ci tengo troppo al mio Paese e continuo a credere che tutti, ma proprio tutti, debbano continuare ad essere rappresentati. Anche gli ultimi, quelli che non hanno i mezzi, i soldi, i giornali, l'apparato e neppure il cognome giusto. Su questa iniziativa, caro Bobo, non saremo con te».Da annotare anche la presa di posizione della leghista Amanda Rückert, che sempre dai social fa sapere di essere contraria alla riduzione del numero di deputati «per molte ragioni».