BELLINZONA - Il dibattito sulla partecipazione di rappresentanti religiosi all'inaugurazione della nuova trasversale ferroviaria alpina ad inizio giugno non ha lasciato indifferenti i liberi pensatori. La polemica era nata dall'assenza di un rappresentante della comunità protestante, dato che inizialmente era prevista la benedizione di un prete cattolico, di un imam e di un rabbino. Addirittura l'ex consigliere federale Adolf Ogi aveva chiesto la partecipazione di un pastore protestante. «Gli organizzatori pensavano che per i cristiani bastasse il prete, ignorando i conflitti del passato tra mondo protestante e papato, divisioni ataviche ed evidentemente non ancora superate», annota Giovanni Barella, presidente della sezione ticinese dell'Associazione dei liberi pensatori. «Tutti quanti però ignorano un fatto ben più importante: questa galleria, che avvicina le genti di tutta Europa, è stata pensata, voluta e pagata con i soldi del contribuente svizzero, gestiti dalla Confederazione svizzera. Che, da quel che ci pare, dovrebbe essere uno Stato laico nonostante i richiami a dio nella Costituzione», si legge nel comunicato stampa diramato oggi.«Condanniamo di conseguenza, come Liberi pensatori ticinesi, questo accanimento delle rappresentanze religiose per essere presenti ufficialmente all’inaugurazione di Alptransit. È meglio per tutti che la religione rimanga una questione privata, che evidentemente nulla ha a che vedere con i nostri investimenti infrastrutturali», si legge. «Del resto in Francia non vi sarebbe stata nessuna cerimonia religiosa e, per rientrare in Svizzera, neppure a Ginevra e Neuchâtel dove vige la separazione tra chiese e Stato. La rinuncia a forme varie di benedizione avrebbe evitato una discussione tanto inutile quanto scabrosa», conclude la nota. «AlpTransit è delle cittadine e dei cittadini, credenti o meno, cristiani – riformati e no -, musulmani o ebrei. Si sta parlando di un’opera che guarda al futuro per scopi civili e non al passato».