BELLINZONA - L'Associazione ticinese per l’autonomia dei comuni si scaglia contro il taglio di 3,2 milioni di franchi, previsto nella manovra di risparmio da 180 milioni presentata dal Governo, che andranno a colpire i comuni periferici non aggregatisi o che finora non hanno avviato alcun studio d’aggregazione, decurtando il contributo di locazione geografica.Non usa mezzi termini, l'ATAC. «È un immorale ricatto politico oltre che una misura ingiusta e iniqua». Gobbi aveva parlato di uno stimolo per andare verso le aggregazioni. Macché, «l’atto governativo anziché essere di stimolo alle aggregazioni costituisce di fatto un venir meno alla parola data dal Governo al momento di pattuire il compromesso sui canoni d’acqua». Non mancano gli inevitabili attacchi politici, questa volta contro soprattutto i rappresentanti di PPD, che secondo l'ATAC «dopo aver per anni benedetto le aggregazioni coatte sotto la gestione Pedrazzini» hanno scelto di opporvisi quando il danno era fatto. Vengono chiamati in causa anche i liberali, dopo che Rocco Cattaneo ha detto che i comuni non devono essere aggregati per forza. E infine, «è utile evidenziare le reali intenzioni dei cosiddetti deputati di montagna che, solo a parole, sostengono di difendere le periferie: nei fatti, essi dimostrano di non sapersi staccare dalla logica dei centri per convenienza politica».