POLLEGIO - Alla fine, Paolo Beltraminelli non ha tagliato il nastro né tenuto un discorso ufficiale: il primo compito è toccato al Presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann e il secondo, oltre allo stesso, ai leader di Francia, Germania, Italia e Austria.Il Ticino si lamentava di sentirsi escluso dalla cerimonia di inaugurazione di AlpTransit, in particolare i granconsiglieri si erano risentiti per non essere stati invitati. Negli ultimi giorni, era circolata la voce che il Presidente del Consiglio di Stato avrebbe tagliato il nastro, e Norman Gobbi aveva ironicamente detto al collega pipidino di portarsi un paio di forbici da casa.Invece, è toccato a Schneider-Ammann, con Beltraminelli che, assieme al collega urano, ha retto il nastro. Non è però deluso, anzi è felice della giornata e di aver potuto salutare i leader europei. «Salire sul palco per il taglio del nastro, seguito dal Salmo svizzero, è stato un momento unico. Una possibilità, concessa al sottoscritto e al presidente del Governo urano, che non era per nulla scontata», ha dichiarato al Corriere del Ticino, mostrandosi grato per aver partecipato al momento.In fase di commento, Paolo Beltraminelli ha fatto notare «il sincero omaggio reso alla Svizzera dai diversi capi di Stato. In questi giorni ci si è accorti di come AlpTransit fungerà da catalizzatore per tante altre opere oggi in ritardo». E per il Ticino sarà «un’occasione importante per far vedere che ci siamo, anche oltre le polemiche».Tutto bene, dunque. Anche perché in una giornata storica come ieri, con gli occhi del mondo puntati su Pollegio, contava solo esserci. pazienza per il taglio del nastro, il Ticino è stato al centro del mondo e avrà la sua grande opportunità con AlpTransit.