POLITICA
Non si va "avanti con le nuove città di Bellinzona e Locarno"
Il Tribunale Federale ha dato ragione al Gran Consiglio, che aveva considerato irricevibile l'iniziativa per cui Ghringelli aveva raccolto oltre 11 mila firme
BELLINZONA - Non si voterà per le maxi fusioni di Locarno e Bellinzona. È infatti arrivata in mattinata la sentenza di Mon Repos al ricorso di Giorgio Ghiringelli.Il leader del Guastafeste chiedeva di creare entro il 2017 due poli urbani, uno formato da 17 comuni e uno da 18. Aveva raccolto in proposito 11'588, ma il tema non era mai approdato alle urne perché il Gran Consiglio, con 50 voti contro 24, l'aveva giudicata irricevibile perché riteneva "Avanti con le nuove città di Bellinzona e Locarno" incompatibile con il diritto internazionale e in particolare con la Carta europea dell'autonomia locale.Ghiringelli non si era arreso, e aveva presentato un corposo (in tutti i sensi, dato che il plicco pesava 10 chili...) ricorso, patrocinato dagli avvocati Fiorenzo Cotti e Nicolas Rouiller, al Tribunale Federale. Due anni e mezzo dopo, il Tribunale di Losanna, con tre voti a due, ha dato ragione al Parlamento. I ticinesi non andranno dunque al voto sulle maxifusioni.
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