MENDRISIO - La rivoluzione dell'UDC parte... dall'UDC. È al proprio partito nazionale che i democentristi hanno guardato nel redigere il nuovo statuto, approvato ieri a Mendrisio, con lo scopo dichiarato di snellire la struttura. Il presidente Piero Marchesi incassa il sostegno pieno del Congresso cantonale straordinario convocato domenica a Mendrisio.Niente più distretti, dunque, e maggior potere alle sezioni comunali, che avranno il compito di «stanare elettori e potenziali nuovi candidati». Il Comitato Cantonale passa da 45 a 60 membri, mentre sarà importante il ruolo dei Coordinatori distrettuali, che, secondo l'articolo 19, «rappresentano il Partito nei distretti. Promuovono incontri regolari tra i Membri delle diverse Sezioni comunali e i simpatizzanti presenti nel distretto. È data facoltà a un Coordinatore di rappresentare più distretti».La formula vincente, per Marchesi, è quella utilizzata dall'UDC nazionale, divenuto il primo partito svizzero partendo dalle periferie. Col nuovo statuto si avrà «un’organizzazione più moderna, accattivante e popolare», rendendo realtà lo slogan «meno partitocrazia, più politica». Il Consigliere Nazionale Marco Chiesa ha avuto un ruolo importante nella stesura dello statuto. «La vicinanza al popolo è la formula vincente per far sì che la gente si identifichi nel "vicino di casa" che lo rappresenta nel partito. Meno strutture si sovrappongono, più il partito è snello, più è facile concentrarsi sul fare e sul coinvolgere. Ci piacerebbe avere sempre più sezioni comunali su cui contare: è importante che chi è sul territorio abbia dei punti di riferimento. Il cuore del partito è lì», ha spiegato, sottolineando come la scelta di eliminare i distretti non voglia punire nessuno ma «dare fiducia a un progetto che renderà la nostra azione meno partitica e più politica». A proposito di sanzioni, dopo caso Del Don-Ambrosini, con reciproche accuse sfociate nella richiesta di entrambi di espellere l'avversario e terminato con un ammonimento per i due protagonisti, nei nuovi statuti è previsto che la Commissione disciplinare (composta da tre membri) sia l’unica che potrà emanare delle sanzioni, evitando il giustizionalismo interno tra membri delle stesse sezioni. Le sanzioni dovranno essere però approvate dal Comitato Cantonale.L'UDC è consapevole, come è emerso nel corso della giornata, di condividere parte dell'elettorato con la Lega e di aver dunque bisogno di distinguersi rispetto al Movimento di via Monte Boglia.Si è parlato anche di "Prima i nostri", con Marchesi che ha attaccato il controprogetto targato PLR, PPD e PS. «È ora di fare qualcosa! La nostra iniziativa è un’evidente minaccia politica per gli altri partiti, che propongono un controprogetto teso ad annacquarne i principi, preoccupati a non scontentare i partiti nazionali, i quali devono rendere conto all’Unione europea di quanto viene deciso».