CENERI - Il PS si è ritrovato come da tradizione al Monte Ceneri, ma oltre la festa sono scaturite dichiarazioni importanti. Il partito nazionale ha intenzione di praticare, quando serve, un'opposizione dura, e la sezione ticinese non ha intenzione di essere da meno.«Siamo e intendiamo restare un partito di Governo. Ma non siamo la bottega della destra», ha detto il presidente Igor Righini, ribadendo che si ricorrerà all'uso di armi democratiche quali il referedum.I risultati delle urne, in particolare quelli legati alla tassa di collegamento e alla modifica della LEOC, sono la prova che «il partito è capace di convincere e di toccare il cuore dei cittadini ticinesi», ma sono solo un punto di partenza «per rilanciare i nostri ideali e per contrastare la maggioranza di destra e di un centro in balia della destra». Ha poi preso la parola consigliera nazionale grigionese Silva Semadeni, che ha definito non applicabile quanto votato il 9 febbraio 2013 e ha dichiarato di puntare su RASA per togliere l'articolo dalla costituzione, ribadendo l'importanza dei rapporto coi vicini e con l'UE.Di rapporti internazionali e globalizzazione ha parlato anche la giovane Lisa Boscolo, mettendo però l'accento sulla necessità di protezioni sindacali, mentre il presidente dell'Associazione Amici del Ceneri Fabio Canevascini ha invitato il PS a dettare la linea sull'argomento dei migranti