POLITICA
Ricciardi, «la politica si metta all'ascolto degli enti intermedi»
Parla il nuovo segretario cantonale dell'OCST. «Ci sono mascalzoni che approfittano della libera circolazione per sfruttare. Il lavoro nero? Bisogna avere il coraggio di denunciare»
LUGANO - «Sono riapparsi, nel senso più deteriore, i padroni e i predoni». È stato un congedo amaro quello di Meinrado Robbiani, giunto all'età della pensione, dall'OCST, dove era segretario cantonale. E le colpe non sono dei frontalieri bensì di «chi sfrutta e imbratta la libera circolazione». Il suo posto è stato assunto dal 57enne Renato Riccardi, che si è mostrato subito sulla stessa lunghezza d'onda. «Sappiamo benissimo che non sono i lavoratori quelli da punire! All’origine del problema ci sono i mascalzoni che approfittano della libera circolazione per sfruttare le lavoratrici e i lavoratori», ha detto al momento di prendere il testimone. Il Corriere del Ticino gli ha dedicato una lunga intervista.«Il nostro cantone soffre di una sindrome di insicurezza esasperata sia dall’introduzione della libera circolazione, che non è stata accompagnata da misure che possano proteggere il mercato del lavoro, sia dalla crisi nella quale versa l’Italia», è convinto. Insiste sulla forza della contrattazione collettiva, anche per l'applicazione di quanto votato il 9 febbraio, e si pone come obiettivo di migliorare i rapporti un po' tesi con UNIA. Per quanto concerne il CCL della vendita, si legge fra le righe come OCST lo ha preso come base di partenza per miglioramenti futuri, mentre UNIA la pensava diversamente, ma «oggi non voglio fare polemica».Non risparmia una bacchettata alla politica, che ha scavalcato in un certo qual modo i sindacati (per esempio, con l'iniziativa "Prima i nostri" dell'DC), mentre «enti intermedi quali i sindacati e le associazioni imprenditoriali, quelle disposte al dialogo naturalmente, hanno un contatto diretto con la realtà del mondo del lavoro. Siamo quindi sufficientemente adulti per rilevare questi bisogni, discuterne e, eventualmente, segnalare allo Stato e alle istituzioni pubbliche un problema che richieda un intervento. La politica deve saper mettersi all’ascolto di chi ha un contatto diretto con i lavoratori. Non dico che i partiti non l’abbiano, ma spesso i politici approfittano di alcune circostanze per portare avanti un discorso che definirei più di propaganda che di effettivo interesse. Non si tratta di inventare nuovi paradigmi: la politica deve semplicemente mettersi all’ascolto degli enti intermedi».Il lavoro nero «è la dimostrazione di poca fiducia, serietà, nonché un elemento di illegalità che si può combattere applicando le sanzioni previste dalla legge federale. È necessario avere il coraggio di denunciare questi abusi e costruire con gli imprenditori onesti una via diversa, di rispetto e di confronto».Si stanno portando avanti le trattative per un CCL in un ramo dell'artigianato, dopo l'estate potrebbero esserci novità. Ricciardi non anticipa altro. Il lavoro, insomma, non gli mancherà.
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