«In questi casi la prevenzione è la cura fondamentale. Si può non dare dispositivi che si connettono a Internet se non posso avere come genitore la supervisione, se invece decido di dare comunque al figlio il dispositivo va detto che non tutto è bello, che bisogna fare attenzione a chi gli scrive. Se metto in mano a mio figlio un cellulare con cui gioca, se non posso fare supervisione, posso solo fargli educazione, spiegandogli, e non è mai troppo presto, parlo anche di 7-8 anni, che ci sono persone pericolose che fanno domande e che se mettono a disagio vanno bloccate, senza sentirsi maleducati. Il molestatore o il pedofilo finge di essere un coetaneo, impara il gergo giovanile, cerca di sembrare uno del gruppo e quando è l'occasione giusta si rivela».