POLITICA
Espulsioni, numeri record. E il Consiglio di Stato è diviso
In Ticino da inizio 2016, già 26 persone straniere sposate con svizzeri hanno dovuto lasciare la Svizzera. Bertoli parla di apartheid, Gobbi di abusi e Beltraminelli spiega che va applicata la legge
BELLINZONA - Le espulsioni di persone sposate con svizzeri, magari con figli che hanno il passaporto rossocrociato, non smettono di far discutere. La Regione di oggi illustra qualche numero: nel 2013 le revoche del permesso di soggiorno erano state 43, nel 2015 ben 81. Da inizio 2016, le persone toccate dal provvedimento sono 25, di cui 16 si sono viste revocare il permesso e a 9 è stata bocciata la richiesta d rinnovo. Se il trend rimanesse costante, alla fine dell'anno le cifre sarebbero da record.Come mai i casi aumentano? Morena Antonini responsabile dell'Ufficio migrazioni, ha detto a La Regione che un ruolo importante lo gioca il Settore giuridico (Sg) all’Ufficio della migrazione (Um), introdotto nel 2014, che permette all'Amministrazione cantonale di lavorare meglio, e con maggior tempestività, sulla situazione. E la congiuntura economica, ovviamente, non aiuta, dato che vengono allontanate persone che, seppur sposate con un cittadino svizzero, non riescono a mantenersi da sole e hanno bisogno dell'aiuto sociale in maniera considerevole e durevole.Il Consiglio di Stato, sul tema, è spaccato. Manuele Bertoli non aveva negato di trovare il sistema incivile, «una sorta di moderna apartheid», in cui solo chi ha i mezzi economici può rimanere. Il collega leghista Norman Gobbi la vede in modo diverso. «Spesso abbiamo letto sui media le storie di persone che devono lasciare il nostro Paese. Storie sovente raccontate ad arte per sembrare agli occhi dei lettori una tremenda ingiustizia. In realtà, dietro questi racconti di frequente si nascondono abusi al sistema come ad esempio matrimoni combinati o forzati, celebrati allo scopo di ottenere un permesso di soggiorno nel nostro Paese». Gobbi ha precisato come, prima di passare all'espulsione, il cittadino venga ammonito, così da avere un po' di tempo ulteriore per cercare di migliorare la sua situazione. Se si arriva poi all'espulsione, c'è la possibilità di far ricorso, per cui deve lasciare la Svizzera solo se Consiglio di Stato, Tribunale cantonale amministrativo e Tribunale federale si esprimono tutte e tre per il provvedimento massimo.Il presidente del Governo Paolo Beltraminelli ha aggiunto come «la procedura di revoca o non rinnovo o mancata concessione di un permesso per motivi di eccessiva dipendenza dagli aiuti sociali è anche compatibile con gli Accordi bilaterali ed è utilizzata quindi in tutta Europa». Il 9 febbraio, ammette, ha portato a una maggior attenzione sul tema, ma per contro «in Ticino il nostro sistema sociale difende e protegge più di altri Cantoni le famiglie grazie agli aiuti Api/Afi che non sono equiparati all’aiuto sociale (sentenza del Tribunale Federale)». Sollecitato, ha ammesso che non si tratta di decisioni facili e che i dossier vengono esaminati con attenzione, però i Ministri sono chiamati «ad applicare una legge federale, la cui interpretazione è oggetto di una giurisprudenza abbastanza precisa e consolidata».
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