POLITICA
«Le barriere di sicurezza sulle strade sono vecchie e pericolose: cosa facciamo?»
Il socialista Bruno Storni, dopo l'incidente del 21 luglio ai Monti Motti, interroga il Governo. E il tragico sinistro di Faido «conferma sia che sono vetuste sia la pericolosità di queste barriere»
BELLINZONA - L'incidente del 21 luglio di Monti Motti ha fatto scattare nel PS l'idea della necessità di occuparsi delle barriere di sicurezza lungo le strade, con un'interrogazione inviata il 4 agosto. Il tragico sinistro di quattro giorno dopo a Faido, scrivono i socialisti, «conferma tragicamente quanto esposto nell’interrogazione non solo la non tenuta di queste vetuste ringhiere ma la loro grande pericolosità visto che possono infilarsi nell’abitacolo come si è potuto vedere a Faido».Pur lodando il fatto che il Cantone sia attento alle problematiche della sicurezza stradale, nell'atto parlamentare a firma di Bruno Storni si legge «che l’incidente avvenuto lo scorso 21 luglio nel Comune di Cugnasco-Gerra sulla strada Consortile che porta alla località Monti Motti ha messo in evidenzia un potenziale pericolo presente su molte strade del Cantone: l’inadeguatezza della protezione delle barriere stradali. Effettivamente sulla strada dove è avvenuto l’incidente citato la barriera, meglio definirla ringhiera, non ha resistito minimamente all’impatto con l’autoveicolo cedendo e facendolo precipitare per un’ottantina di metri nella Valle del Carcale». Le barriere sono vecchie, troppo. «Trattasi di una barriera di prima generazione sicuramente ultracinquantenne non resistente alla spinta diun’automobile, inoltre questo tipo di ringhiera è pericoloso: se investito longitudinalmente il profilo superiore (corrimano a L) può infilarsi nell’abitacolo e ferire gli occupanti. Situazioni già riscontrate chehanno portato a ferimento gravi e a decessi. Mi risulta che questo tipo di barriera da tempo non è più conforme alle norme di sicurezza e andava sostituito. La vetustà di queste barriere sovente visibile dalla corrosione che ne riduce ulteriormente la resistenza. Sorprende quindi vedere ancora queste ringhiere fungere da barriere di sicurezza su diverse tipologie distrade nel nostro Cantone, non solo lungo strade forestali consortili o comunali come nel caso citato ma anche lungo strade cantonali», e Storni porta l'esempio, con foto, della strada cantonale per il Gambarogno. «Da segnalare che in generale queste tipologie di barriere sono pure estremamente pericolose per motociclisti sia per i montanti contundenti contro i quali il motociclista può sbattere (impedendo lo scivolamento laterale) che per gli spazi liberi a filo terreno. La pericolosità dei montanti per i motociclisti rimane in problema anche per alcune tipologie di barriere più moderne, dove è richiesta una protezione di scivolamento più bassa». aggiunge, prima di chiedere al Consiglio di Stato:«1. Quanti chilometri di strade cantonali sono muniti di barriere di vecchia generazione o fuori norma?2. Il Cantone dispone di un piano per la messa in sicurezza di questi tratti?3. A che punto siamo con la sostituzione?4. Come si vuole risolvere la problematica della pericolosità delle barriere (montanti contundenti) per i motociclisti?5. Chi si occupa della verifica dei dispositivi di sicurezza, sulle strade non cantonali?»
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