BELLINZONA - Non esistono più i politici di una volta, bensì ci sono solo politicanti. È un durissimo attacco al mondo della politica quello sferrato da Donatello Poggi attraverso una lettera al Corriere del Ticino.«Siete stati messi lì, non gratis e per volontà vostra, per fare gli interessi del cantone Ticino anche nel rispetto della sua Costituzione. State solo, a parte i soliti bla bla di rito, mettendo (ancora!) le mani nelle tasche dei ticinesi. Qualcuno, anni fa, chiedeva i voti promettendo di essere diverso dagli altri; purtroppo ora è lì in mezzo al magma», scrive.Chiede a chi è stato eletto di pagare di tasca propria le imposte, «generate con: non vere scelte politiche, mancate decisioni, mancanza di coraggio politico (vedi i salassi continui per il Ticino in merito ai premi cassa malati), nessuna vera riforma degna di questo nome (alla fine ci sono sempre gli arrangiamenti/emendamenti partitici), continua lottizzazione politica nell’amministrazione pubblica più gonfiata del mondo, continui rinvii su temi prioritari, mancanza di lungimiranza politica».Non c'è più secondo lui, in un mondo dove «i politicanti operano col bilancino quasi di nascosto (ah la collegialità) per non perdere voti di qui e amicizie importanti di là», una vera personalità politica, come potevano essere Pietro Martinelli, Giuseppe Buffi o Marina Masoni.La sinistra, in particolare, viene definita da Poggi una «sempre meno credibile gauche-caviar nostrana». E «in questo cantone non si vede più, da troppo tempo, la vera politica (finì con la creazione dell'USI alla fine degli anni Novanta?) ma unicamente spicciola contabilità».