POLITICA
«Sulla LIA un teatrino». Il PPD sceglie i compromessi e per il presidente ha sentito 50 persone
Ieri nel comitato cantonale il Coordinatore ad interim Filippo Lombardi ha fatto il punto sulla presidenza e sugli statuti e presentato il nuovo segretario cantonale. Per le votazioni, sì ai controprogetti
RIVERA - Il PPD dovrebbe avere il suo presidente entro i primi mesi del 2017. La commissione cerca, nell'ultimo periodo, seppur in silenzio, ha lavorato. Ha sentito molti possibili candidati, addirittura una cinquantina, come ha spiegato ieri sera al Parlamentino cantonale il Coordinatore ad interim Filippo Lombardi. Per il nome si dovrà dunque attendere, il PPD comunque sta pensando a un aggiornamento degli statuti: come sempre sostenuto, la rivoluzione deve partire dal basso e non dal vertice. Intanto ieri sera è stato salutato con un lungo applauso il segretario uscente Domenico Barletta. Il suo posto verrà preso da Niccolò Parente, a sua volta presentato.Filippo Lombardi ha affrontato anche temi di attualità politica, rispondendo col sorriso al Mattino, che aveva profetizzato un presidente unico per pipidini e liberali. «Ebbene garantisco che non avremo un presidente comune, ognuno cercherà il suo. L’ironia di chi dalla morte del presidente a vita Giuliano Bignasca non ne ha più cercato uno mi sembra fuori posto. Forse anche perché nella Lega sono coscienti che il presidente finisce per fare il parafulmine in ogni partito». Ha sottolineato l'importanza della manovra finanziaria per risanare i conti del Cantone, a cui il PPD intende dare un contributo. E nel consigliare ai propri sostenitori di votare sì ai controprogetti di "Prima i nostri" e "Basta col dumping salariale in Ticino", redatti entrambi da pipidini, ha lanciato una frecciata a Zali. «Si tratta di soluzioni di compromesso, spesso la via migliore rispetto all’azione dissennata, come per altro dimostra l’attuale teatrino sull’albo degli artigiani». A proposito di Zali, le misure per ridurre plo smog piacciono in parte: sì, per esempio, agli 80 km/h, no alla circolazione a targhe alterne o alle domenica senz'auto, che finirebbero solo per penalizzare gli automobilisti, soprattutto quelli delle regioni periferiche.
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