BELLINZONA - La gravidanza e il parto non sono malattie, e non devono perciò essere medicalizzati più del necessario. Si dovrebbe dunque poter partorire a casa, o quanto meno assistito dalla propria levatrice di famiglia, abbassando anche i costi. Lo chiede una mozione che vede come prima firmataria la socialista Gina La Mantia, assieme ai compagni di partito Milena Garobbio, Lisa Bosia Mirra, Henrik Bang, Gianrico Corti, Carlo Lepori e Tatiana Lurati Grassi, al liberale Franco Celio, ai Verdi Claudia Crivelli Barella, Michela Delcò Petralli e Franco Denti e alla pipidina Sara Beretta Piccoli.Nel testo viene spiegato come, nella discussione relativa alla votazione di giugno sulla modifica della LEOC, il tema della maternità sia stato centrale. I progetti in votazione, ovvero due società anonime pubblico-private per concentrare i parti in due strutture, una nel Luganese e l’altra nel Locarnese, cozzavano con le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità OMS e anche contro l’economicità delle cure.«Il parto naturale, lo mostrano vari studi autorevoli, ha dei vantaggi importanti per la salute psico-fisica, sia per la madre, che per il bambino: si va dallo sviluppo ottimale del sistema immunitario, rinforzato grazie al parto vaginale, all’immediato contatto pelle a pelle e all’istinto del neonato di cercare il capezzolo per nutrirsi del prezioso colostro, fino all’incentivo delle capacità empatiche del futuro adulto, grazie all’immediato e ininterrotto contatto con la madre», scrivono i deputati, rifacendosi a un testo di Michel Odent.Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità OMS, non bisogna «interferire nel processo naturale di un parto normale. L’intervento medico è necessario unicamente in caso di rischi o complicazioni: solo il 10-15% dei cesarei sono, sempre secondo l’OMS, giustificati da un’indicazione medica». Dunque, la sanità ticinese «dovrebbe distinguere i casi a rischio e con complicazioni, che richiedono un intervento medico qualificato, dai casi normali (la grande maggioranza). Per questi ultimi le più recenti evidenze scientifiche indicano che gli esiti migliori per la salute psico-fisica di mamma e neonato (a parità di sicurezza!) si ottengono mediante l’accompagnamento one-to-one per tutta la maternità da parte di una levatrice di fiducia, e con un parto fisiologico in condizioni di intimità (a domicilio, in una casa della nascita o in un’unità ospedaliera gestita da levatrici)».Il parto, inoltre, è sovramedicalizzato, in particolare nelle cliniche private, l'episiotomia non porta benefici sicuri ma può creare danni, e infine vi sono grandi differenze di costi fra parti in ospedale (con cesareo 9'900 franchi, normale 6'200) e a domicilio (da 2'500 franchi, con visite pre e post parto, a 3'100 franchi). Visto quanto esposto, viene chiesto di «creare, per i parti privi di rischi e complicazioni, all’interno dell’Ente Ospedaliero Cantonale delle strutture regionali per le partorienti, gestite da levatrici, conformemente al modello proposto dalla Federazione Svizzera delle Levatrici; di concentrare i casi a rischio e con complicazioni, all’interno dell’Ente Ospedaliero Cantonale in pochi (uno o due) reparti di maternità con, sotto lo stesso tetto, la neonatologia altamente specializzata e le cure intense; di ripristinare al più presto nelle maternità la figura della levatrice aggiunta per permettere alle donne seguite durante la maternità da una levatrice indipendente di partorire all’ospedale con la propria levatrice di fiducia; di applicare, in generale, nell’ambito della maternità e ostetricia una politica volta a favorire, laddove possibile il parto naturale (fisiologico) in un ambito intimo e familiare che permetta alla partoriente e alla sua famiglia la maggior possibile autodeterminazione e l’allattamento materno».