BELLINZONA - È una denuncia in piena regola, con nome e cognome, quella del sindacato OCST. Ad essere preso di mira è il Presidente dell’Associazione padronale Giancarlo Bonifaccio, che dopo essersi visto respingere una proposta "al ribasso" nelle discussione per il CCL, ha applicato quanto voleva con una sorta di fai da te.Ma andiamo con ordine. Nel comunicato inviato in redazione, OCST inizia dicendo che «Bonifaccio si è particolarmente contraddistinto nell’insistenza di inserire nel nuovo CCL la figura del garzone con un salario più basso rispetto a quello ora contrattualmente previsto (24,60 CHF all’ora lordo base)». Come noto, non si è ancora trovato un accordo per quanto riguarda il nuovo contratto collettivo.Sempre secondo OCST, Bonifaccio ha operato una soluzione fai da te e porta tre esempi. «In subappalto della CPR (ditta di Bonifaccio, ndr) in un cantiere a Cadro è presente la ditta FVL gessi Sagl (ditta non iscritta alla Commissione paritetica né tantomeno alla LIA) che a sua volta impiega tre propri dipendenti e quattro lavoratori di un’agenzia interinale con la mansione di “addetti carico/scarico materiale” con salari evidentemente più bassi dei citati 24,60 CHF all’ora. In un cantiere a Canobbio la CPR è presente con due lavoratori: il primo regolarmente remunerato dalla CPR stessa, il secondo alle dipendenze della SBSicurezza Sagl (serrature di sicurezza), ditta che fa capo a Giancarlo Bonifaccio con salari evidentemente più bassi dei citati 24,60 CHF all’ora. Nel cantiere “Petalo” sul Monte Generoso la CPR è presente con due lavoratori regolarmente remunerati dalla CPR e altri tre alle dipendenze della SBSicurezza Sagl (serrature di sicurezza), ditta che fa capo a Giancarlo Bonifaccio con salari evidentemente più bassi dei citati 24,60 CHF all’ora».«Tre cantieri che danno una risposta al perché il CCL è stato disdetto in quanto i sindacati non vogliono entrare nel merito di una categoria professionale più bassa di quella di manovale: nelle intenzioni del Presidente si trattava infatti di rendere contrattuale ciò che il CCL attualmente in vigore non permette», conclude il sindacato, spiegando che la Commissione paritetica della gessatura avvierà formalmente la procedura di accertamento delle violazioni contrattuali.