POLITICA
Tra terapisti complementari e guaritori, la differenza la fa... un diploma
Chi non aveva l'autorizzazione cantonale, poteva essere compreso nei guaritori. Con la modifica della legge, essi invece saranno solo coloro che usano pratiche accettate dalla tradizione popolare
BELLINZONA - Nelle modifiche alla legge sanitaria, ve n'è una dedicata ai guaritori, ovvero, citando, "tutte le persone che, senza disporre di un’autorizzazione per l’esercizio di una qualsiasi professione prevista da questa legge, distribuiscono e/o attuano, occasionalmente o con regolarità, prestazioni di tipo sanitario o terapie a pazienti che lo richiedono". Una categoria ampia: chi vi rientra? Chi si rivolge ad essi? Abbiamo chiesto lumi a Paolo Bianchi, Direttore di Divisione della Salute pubblica e Coordinatore DSS, il quale ha introdotto la differenza tra terapista complementare e guaritore tout court.
Chi sono i guaritori? La legge è molto ampia... di fatto comprende chiunque
.«Adesso come adesso sì. C'è però la figura del terapista complementare, che soggiace a un esame cantonale e a un'autorizzazione preventiva, in modo che il mondo di queste figure di terapisti alternativi confluisse in questa categoria, per poter verificare che la persona abbia delle conoscenze e capisca i limiti della sua attività, senza mettersi dunque in alternativa alla medicina tradizionale. I terapisti complementari autorizzati sono 990».
E chi vi rientra?
«In effetti c'è un po' di confusione nei termini. I terapisti complementari sono per esempio coloro che operano con fiori di Bach, medicina ayurvedica, shiatsu, yoga, terapia del respiro, terapia cranio sacrale ecc (a livello federale esiste un curriculum specifico). Hanno superato l'esame, sono attivi e devono operare nel loro ambito terapeutico».
Sono molto richiesti, che voi sappiate?
«Non lo so, se ci sono quasi 1'000 persone che hanno fatto l'esame presumo che abbiano una loro clientela».
Ciò significa che la gente non crede più alla medicina tradizionale oppure che cerca un supporto ulteriore?
«Probabilmente cerca un supporto in più. Il terapista complementare è appunto una figura complementare alla medicina tradizionale, uno dei requisiti fondamentali è che sappia riconoscere i propri limiti e che indirizzi alla medicina tradizionale quando il problema esula dalle competenze».
Allora provocatoriamente le cito il discusso caso Mereu, in cui l'interessata ha più volte detto d mandare al pronto soccorso persone che secondo lei lo necessitavano...
«Questo caso non rientra sotto i terapisti complementari, va capita la differenza fra essi e i guaritori».
La confusione viene probabilmente da qui. Ci spiega?
«I terapisti complementari sono quei quasi 1'000 che hanno passato l'esame e dispongono di un'autorizzazione, e possono essere retribuiti. Il guaritore è un'attività sui generis, non sottoposta a autorizzazione preventiva e neppure a un esame. Dalla legge sembra un concetto ampio, ed è per quello che vogliamo limitare la figura a quelle persone che fanno parte della tradizione popolare, per esempio chi opera col soffio, chi cura il fuoco di Sant'Antonio, gli anziani di paese che hanno un fluido o un calore per sistemare le articolazioni. Abbiamo notificati una novantina di guaritori, ma accanto alle figure di cui parlavo, che operano non per essere retribuiti ma perché hanno un fluido o un dono, in questa categoria entravano persone che bocciavano l'esame da terapista complementare. Diveniva un ricettacolo di tutti coloro che praticavano una terapia senza però passare dall'onere e forma di controllo costituita dall'esame cantonale».
Cosa cambierà ora?
«L'articolo della legge molto generico viene rivisto in senso restrittivo nella revisione della legge sanitaria. I guaritori saranno coloro che senza avere un'autorizzazione, agendo con attività sanitarie comunemente accettate dalle tradizioni locali. Dunque non sarà compreso chi fa per esempio shiatsu senza aver passato l'esame, mentre saranno autorizzati e notificati quegli anziani di paese a cui da sempre ci si rivolge per il colpo della strega o il torcicollo da far guarire con l'imposizione delle mani».
Come potrete controllare che non vi siano abusi? Siete a conoscenza di casi in cui vi siano stati?
«Questa attività viene solo notificata. Se avremo delle segnalazioni di persone che vanno oltre queste pratiche della tradizione popolare, non remunerata e non remunerabile, interverremo come vigilanza. Abbiamo constatato che in questa categoria figurano persone che dovrebbero essere notificate come terapisti complementari, ora non potranno più».
Come leggiamo la tendenza a rivolgersi a queste persone. Si pensi alla ragazza 18enne morta perché ha rifiutato di sottoporsi alla chemioterapia.
«La volontà del paziente prevale su tutto, anche su qualsiasi cosa un medico possa dire».
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