POLITICA
«Bertoli, intendi così "Prima i nostri"?» Ma lui si difende, «il mio pensiero non è stato riportato correttamente»
Robbiani infuriato per una frase del Ministro durante la conferenza stampa del DFA in merito alla bravura dei docenti stranieri. Bertoli precisa: «ho detto che sono bravi, non che lo sono di più»
BELLINZONA - Robbiani contro Bertoli. Il tema? "Prima i nostri" e in particolar modo i docenti.Ma andiamo con ordine. Ieri, alla conferenza stampa del Dipartimento formazione e apprendimento (DFA), è stato detto quanto la professione di insegnante sia attrattiva, dato dedotto dal numero di iscritti e aspiranti professori del futuro. Viene data una priorità ai residenti, è stato chiesto? Si è risposto di sì, spiegando che fra gli esclusi la maggior parte sono non residenti. Ma poi Bertoli ha pronunciato un ragionamento che ha fatto storcere il naso ad alcuni. «La qualità dell’insegnamento resta tra gli obiettivi cruciali del DFA. E in determinate materie bisogna chiedersi se famiglie e direttori degli istituti preferiscano un docente residente sufficiente oppure uno estero ottimo». Secondo lui, per esempio, in italiani gli italiani sarebbero bravi. Riassumendo: d'accordo la preferenza indigena, ma non a scapito della qualità.Il leghista Massiliano Robbiani questa mattina ha subito inoltrato un'interrogazione, chiedendo principalmente se gli altri membri del Governo sono d'accordo con quanto affermato da Bertoli. «Evidentemente Bertoli ha un suo modo particolare di interpretare la votazione popolare Prima i nostri"», ha scritto, ironico. «Non penso neppure che gli insegnanti residenti, con qualità sufficienti, come dice Bertoli, non siamo capaci di insegnare, con ottimi risultati, ai nostri allievi. Se su 210 posti di studio nell’ambito dell’insegnamento, le candidature sono state ben 700 e si va oltretutto privilegiare i non residenti, allora non ci siamo proprio».Ha poi chiesto quanti sono i docenti di lingua italiana che sono italiani, e quanti di essi sono stati assunti da quando Bertoli è a capo del DECS.Nel pomeriggio di oggi, Bertoli, con un comunicato, ha voluto precisare quanto segue: «A proposito della conferenza stampa del DFA di ieri, tengo a fornire la completezza del mio pensiero, travisato da alcune testate nella sua riduzione giornalistica. Discutendo del dilemma che si pone al momento dell'assunzione nel caso limite in cui l'alternativa dovesse porsi tra un docente residente "sufficiente" e uno non residente “ottimo", mi è stato chiesto in quali materie si possa porre la questione. Rispondendo, ho affermato “certo che in italiano gli italiani sono bravi", e non "sono più bravi" come invece riportato. La differenza è significativa e peraltro non fa che constatare una banale oggettività. Bastava riportarla correttamente».
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