BELLINZONA - I mezzi pubblici gratuiti, in particolare i treni, durante le giornate in cui erano in vigore le misure anti smog, sono stati snobbati dai ticinesi. Ma chi lo dice? Ai deputati Massimiliano Ay (Partito Comunista), Claudia Crivelli Barella (Verdi), Franco Denti (Verdi) e Carlo Lepori (Partito Socialista), questa lapidaria affermazione non convince, e chiedono dati precisi.«Pur ritenendo che le misure di emergenza siano rimaste in vigore per un periodo di tempo non sufficiente, questa interrogazione si vuole chinare su un altro tema relativo alla particolare misura inerente la gratuità dei mezzi di trasporto pubblici. Abbiamo infatti sentito sia i rappresentanti delle FFS sia esponenti politici ribadire sui media come i treni, per quanto gratuiti, non abbiamo registrato aumenti di utenza, qualificando di fatto la misura come un “flop”», scrivono in un'interrogazione inviata al Governo. «Premesso che ci sembra abbastanza naturale che - con così poco preavviso e tenendo in considerazione le manchevolezze strutturali della rete di trasporto pubblico nel nostro Cantone - l’affluenza non registri particolari impennate, ci pare tuttavia perlomeno dubbia la fretta con cui le FFS abbiano voluto suonare il “de profundis” a tale misura. Il messaggio politico che si è tentato di trasmettere era il classico “non serve a niente” dietro cui troppo spesso ci si nasconde per evitare ogni cambiamento, anche di fronte a situazioni che possono compromettere la salute delle persone». Il sospetto, dunque, cade sulle FFS, oltre che sul messaggio politico di chi era contrario alle misure.Dunque, i quattro granconsiglieri chiedono al Consiglio di Stato:«1. Se si può quantificare l’utilizzo dei mezzi di trasporti pubblici nelle giornate in cui essi erano gratuiti2. Su che basi si è affermato sui media da parte dei portavoce delle FFS che praticamente non vi era neanche un pendolare in più rispetto a quelli che già regolarmente utilizzano il treno per recarsi al lavoro?3. Chi e come ha calcolato questi dati? Si può pensare in futuro a un calcolo indipendente di tali dati?4. Nel caso in cui in futuro si dovrà ancora ricorrere all’art. 10 del suddetto Decreto esecutivo come intende migliorare la capillarità dell’informazione ai cittadini?5. Non ritiene che tali misure siano rimaste in vigore per un periodo di tempo del tutto insufficienti a determinare dei miglioramenti effettivi e non solo passeggeri della problematica?»