BELLINZONA - Il ticinese coinvolto nell'indagine per un maxi traffico di droga, legato alla 'ndrangheta calabrese e in ottimi rapporti coi narcos colombiani, è morto.Lo anticipa il portale liberatv, precisando come la notizia del decesso dell'uomo sia arrivata ai familiari tramite le autorità di Bellinzona in queste ore. Nella capitale ticinese vivono infatti l'ex moglie e il figlio dell'uomo, che invece viveva nella Repubblica Dominicana. La morte non sarebbe recentissima ma risalirebbe a settembre. Non si sa se è avvenuta per cause naturali oppure se per motivi da collegare alla questione della droga.Le autorità italiane lo indicavano come un 63enne, in realtà l'uomo, patrizio di Bellinzona, aveva 58 anni. Inizialmente il suo ruolo era di intermediario tra i narcos colombiani e gli emissari della mafia calabrese, oltre che di co-finanziatore.I suoi contatti erano importanti, tanto che in un'intercettazione aveva detto al suo contatto calabrese "appena torno qui vado a parlare con la massima autorità locale, protetta da 300 persone. Qui stiamo trattando con il Dio". Si era dunque ritagliato un ruolo importante, e a quanto pare voleva mettersi in proprio, coinvolgendo negli affari anche un italiano 50enne residente sino a poco tempo fa in Ticino, ma alla 'ndrangheta la sua scalata non era piaciuta e lo avevano escluso dai traffici.Sino a poche ore fa risultava latitante, addirittura ricercato internazionale, in una vicenda quasi da romanzo. Ora, il colpo di scena con la notizia della morte di qualche mese fa.Foto tratta da liberatv.ch