Il presidente pipidino, citato ieri dal liberale, ribatte. "Noi continueremo a collaborare con la stragrande maggioranza del PLR, persone brave e oneste"

BELLINZONA – Fra PLR e PPD, o meglio, fra Caprara e Dadò, è ormai scontro aperto. Ieri era stato il liberale a non risparmiare siluri al collega, stasera è stato Dadò a rendergli la pariglia (con Marco Chiesa che si è trovato in mezzo suo malgrado).
“Il conductor pipidino per far dimenticare le sue magagne personali, malgrado le esaustive e chiare risposte del Consiglio di Stato, si ostina a promuovere la mala fede altrui in procedure, e mi riferisco alla nota proposta di acquisto ormai defunta dello stabile Evita, che sono perfettamente legittime, gestite in modo trasparente e nell’interesse dello stesso ente pubblico che non riesce a realizzare in proprio tutti gli stabili di cui ha bisogno”, aveva detto Caprara.
Parole che ovviamente non sono piaciute a Dadò, a cui ha colpito il post pubblicato da un’utente sulla bacheca di Marco Chiesa, ieri ospite del Comitato Cantonale liberale per parlare dell’iniziativa sull’autoderminazione. (“caro Marco, ieri sera a Biasca ho avuto vergogna per il comportamento maleducato, altezzoso e irrispettoso che Giovanni Merlini ha avuto nei tuoi confronti. Sdegno non soltanto mio, ma di quasi tutti i presenti. Ti ringrazio per la tua disponibilità e per la correttezza ad accettare di partecipare a un dibattito in casa d’altri con tutta, o quasi la platea avversa. Bravo, sei un vero politico”).
Ed il pipidino ha detto la sua, piccato. "Caprara, stai sereno. Cosa ti sta succedendo?"
“Come testimoniano le prese di posizione di diversi liberali radicali, che si sono sentiti in dovere di scusarsi personalmente con il Consigliere Nazionale Marco Chiesa per il trattamento incivile e vergognoso ricevuto durante il dibattito sulla libera circolazione, ieri sera a Biasca qualcuno ha perso l'orientamento e ha sfoggiato tutta la sua supponenza e arroganza nei confronti degli aderenti al PPD e alla Lega”, ha esordito. “Non paghi di essersi fatti beccare con le mani nella marmellata nell'affaire eVita (Città dei mestieri), ora addirittura si è passati alle minacce”.
Il nodo è sempre l’affare Città dei Mestieri. “Capiamo che il palazzo eVita, se fosse passato inosservato, avrebbe fruttato a qualcuno 12,6 milioni di franchi ma i ricatti e le minacce non attecchiscono, pertanto le rimandiamo al mittente perché non fanno parte della nostra cultura ticinese”.
“Invece di esasperare i rapporti, minacciare e trattar male gli ospiti che gentilmente si mettono a disposizione per il suo comitato, sarebbe molto più utile per tutti se Bixio Caprara proponesse una volta tanto qualcosa di positivo per i Ticinesi e il loro futuro”, ha proseguito Dadò, riferendosi a Chiesa.
E ha concluso: “un messaggio per i liberali radicali ticinesi: noi continueremo a collaborare attivamente con la stragrande maggioranza degli aderenti a questo importate e glorioso Partito, con coloro che si impegnano senza interessi e sono brave e oneste persone che vogliono bene al nostro Paese”. Ogni riferimento a Caprara è ovviamente puramente (non) casuale…