Un'iniziativa parlamentare firmata da diversi deputati socialisti chiede che venga creata la base legale per avere dormitori in cui il Cantone assuma almeno il 50% dei costi

BELLINZONA – Ricordate la persona che dorme sulla panchina a Lugano? O l’uomo che, dopo aver dovuto lasciare Casa Astra perché non c’era più posto, fu trovato mezzo assiderato sotto un ponte?
Anche in Ticino il problema dei senzatetto esiste. Non a livelli di vedere gente accampata per strada come succede nelle grandi città di altre parti del mondo, ma qualcosa va fatto.
E alcuni Cantoni già lo permettono, vedi Losanna, dove la Città “inaugurerà il 1. novembre 2018 un dormitorio di 57 posti per i senzatetto (20 riservati ai Losannesi, 20 a famiglie e persone bisognose di protezione, il rimanente ad altre persone), che completerà l’offerta dellealtre due strutture esistenti: in totale a Losanna saranno disponibili 57 posti da maggio a ottobre e 117 posti da novembre ad aprile. Il 50% del finanziamento è a carico della Città e l’altro 50% a carico del Cantone”. Lo stesso vale per il dormitorio di Coira, “estito dal Verein Überlebenshilfe Graubünden: il dormitorio grigionese ha una decina di posti ed esiste dal 1994”.
E il Ticino? Non ha una base legale per permettere ciò.
I socialisti Raoul Ghisletta, Henrik Bang, Lisa Bosia, Gianrico Corti, Milena Garobbio, Gina La Mantia, Daniela Pugno Ghirlanda, Carlo Lepori chiedono con un’iniziativa parlamentare “la creazione di una base legale che consenta il finanziamento di dormitori per le persone senza tetto: la partecipazione del Cantone deve essere a nostro avviso al minimo del 50% degli investimenti e del deficit riconosciuto”.