POLITICA
Ghisletta e il ricorso, "la città principale del Cantone non può avere una norma illegale"
Il socialista torna sull'intenzione tanto discussa di ricorrere contro la preferenza indigena. "È una camicia di forza ideologica. Il consiglio ci sta bene, l'obbligo è strano"

LUGANO – Il PS e Raoul Ghisletta in particolare stanno pensando a un ricorso contro la preferenza indigena che è stata inserita nel Regolamento dei dipendenti comunali di Lugano. Una mossa che ha indignato molti. Ne abbiamo parlato con Ghisletta per capire meglio motivazioni e evoluzione.

“Prima di tutto, non è ancora stato deciso se ricorrere o meno. Stiamo valutando”, ci dice subito. “Non è un articolo molto elegante. Stiamo comunque vedendo con un avvocato se è legale o meno. È comunque assurdo, cozza contro l’articolo 5, quello che dice che si possono assumere i residenti, e che paradossalmente è ancora più restrittivo favorendo chi vive a Lugano”.

Ci faccia capire, facendo un ricorso ritiene di aiutare i luganesi più che altre persone?
“Potrebbe essere. Se legge l’articolo appena inserito e quello di cui parlavo, sono simili”.

Ma quindi, ci spiega come mai vorreste ricorrere?
“Non è ancora deciso nulla, ripeto. Il motivo è che dobbiamo valutare se è legale o meno. E dal parere che ci hanno dato i giuristi presenti alla serata di Consiglio Comunale pare di no. Non possiamo lasciare nel regolamento della principale città del Cantone una norma illegale, il discorso è questo”.

Si aspettava così tanto clamore?
“Dove e come c'è stato?”

Beh, dagli altri partiti, sui media, sui social…
“Per un ricorso che non abbiamo ancora fatto. Non saprei se me lo aspettavo. Lugano deve essere una città che rispetta le leggi, punto e a capo. È la base, se ricorreremo è perché è illegale. In quanto a dare la possibilità di dare la preferenza, c’è appunto l’articolo 5. Ma è una possibilità, non un obbligo. Così si obbliga il Municipio. Calcoliamo che viene già scelto prima qualcuno dei nostri o luganese quando c’è una ragionevole possibilità di farlo, guardiamo le assunzioni. Favorire chi vive qui ed è preparato c’è già, l’articolo inserito ora è una camicia di forza ideologico, non cambia le cose ma è troppo stretto, non lascia più una scelta al Municipio. Mi pare che vada troppo in là, l’invito va bene, l’obbligo assoluto è strano. Non ci si può permettere di avere una legge illegale. Quello che le sto dicendo l’ho riferito anche in Consiglio Comunale”.

Tutti i membri socialisti condividono?
“La legalità è la base di tutto, anche del nostro vivere civile”.

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