POLITICA
La strana alleanza: dall'UDC arriva il sostegno per l'idea di Bertoli!
Obbligo scolastico sino ai 18 anni, come proposto dal socialista? Marchesi e Morisoli dicono subito sì, anche se il capogruppo aggiunge: "Non per forza nei licei, e che il DECS non proceda senza consultarsi con nessuno"

BELLINZONA – Il sostegno per Manuele Bertoli, che ha proposto l’obbligo scolare sino ai 18 anni, arriva a sorpresa da destra. Ricordate chi raccolse le firme per il referendum contro il credito per La Scuola che verrà? Sì, proprio quell’area che ora si dice favorevole. Da Marchesi a Morisoli, è un sì all’idea del Consigliere di Stato.

“Obbligare i giovani fino alla maggiore età a formarsi, sia al liceo o attraverso un apprendistato, mi pare un'idea interessante e da approfondire”, apre il presidente dell’UDC. “

Troppi giovani dopo la scuola dell'obbligo si perdono per strada e rimangono a casa in attesa di trovare il loro percorso, alcuni non lo cercano neppure. Obbligarli a formarsi con un percorso al liceo, in una scuola professionale o con un apprendistato é buona cosa e permetterà di avere meno giovani senza un futuro”, prosegue, per concludere: “una proposta che arriva dal Consigliere di Stato socialista che a mio avviso merita attenzione e approfondimento”.

Interpellato da liberatv.ch, anche Sergio Morisoli, che era stato, nella battaglia su La Scuola che verrà, uno dei maggiori avversari di Bertoli, gli dà questa volta ragione. Qualcosa va fatto per i giovani che si perdono e non ottengono un titolo, anche se
“sono contrario al fatto che questi ragazzi vengano mandati nei licei. Altrimenti diventiamo come l’Italia. Sono invece favorevole sul principio che vengano tenuti attivi nelle scuole professionali. Potrebbe essere uno spazio privilegiato per poterli inserire, perché non è certo con i programmi della disoccupazione che possiamo aiutare questi giovani”.

I costi? “Sulla formazione non c’è da lesinare, se non vogliamo trovarci i gilets jaunes anche in Ticino”.

E lancia una frecciatina, memore della sperimentazione e del suo credito. “Certo spero che il DECS, contrariamente a quanto fatto con la Scuola che verrà, non voglia procedere unilateralmente, senza consultarsi con nessuno. Anche perché, ribadisco, su questo terreno si può discutere e trovare un’intesa”. Un secondo appello, lo definisce, per chi ha sbagliato il primo percorso.

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