Lorenzo Quadri non apprezza che il discusso funzionario cantonale sia candidato. "Metterlo in lista per il partito è una cappellata di proporzioni epiche"

BELLINZONA – La candidatura di Ruggero D’Alessandro per l’MPS ha fatto discutere. L’uomo, funzionario cantonale, era stato oggetto di alcuni atti parlamentari dopo che sui social era sbroccato contro PLR, PPD e Lega, dando loro dei “fascisti”.
Non poteva mancare il commento di Lorenzo Quadri. “Già è abbastanza indecoroso che un personaggio del genere lavori per il Cantone; guarda caso per il DECS, ormai diventato "refugium peccatorum" per soggetti di eccelsa levatura morale ed intellettuale, come questo nativo di Palermo o il docente che paragona il voto sulla civica al nazismo”, scrive.
“Nel privato le cose vanno diversamente. Dipendenti che, con le loro sbroccate sui social, causano un danno d'immagine al datore di lavoro, vengono lasciati a casa senza tanti salamelecchi. Evidentemente il Cantone non ritiene di avere un'immagine da difendere, in particolare davanti ai contribuenti ticinesi, i quali devono sentirsi insultare e trattare da fascisti e razzisti da questo funzionario statale "diversamente scandinavo", prosegue.
A suo avviso, l’MPS ha compiuto un autogol. “Metterlo in lista è una cappellata di proporzioni epiche che però aprirà forse gli occhi agli elettori ticinesi a proposito del MPS: Sotto i fumogeni pronziniani in Parlamento (campagna elettorale permanente) trovi un partitino sinistrato del "devono entrare tutti", delle frontiere spalancate e del "prima gli altri" (altro che prima i nostri). La candidatura D'Alessandro è lì a dimostrarlo”.