POLITICA
Blocher-Pelli, è scontro sulla libera circolazione. Il liberale: "Coi frontalieri non cambierebbe comunque nulla"
Blocher: “Da imprenditore non ho mai avuto problemi ad esportare in tutto il mondo, puntando solo sulla qualità svizzera. Dal 2014 però chiediamo di regolamentare l’immigrazione nel nostro Paese. Adesso chiediamo di poterlo fare”

LUGANO – Si avvicina la data del 27 settembre, quando il popolo svizzero sarà chiamato alle urne su diversi temi, uno dei più sentiti è certamente quello dell’abolizione della libera circolazione. Il Club dei 1'000 del PLR ha organizzato ieri un dibattito tra Fulvio Pelli e Christoph Blocher, moderato da Reto Ceschi.

Blocher ha sottolineato come “da imprenditore non ho mai avuto problemi ad esportare in tutto il mondo, puntando solo sulla qualità svizzera. Dal 2014 però chiediamo di regolamentare l’immigrazione nel nostro Paese. Adesso chiediamo di poterlo fare”.

Ovviamente di parere diverso Pelli, che ha sostenuto come per un liberale non ci sia una scelta possibile che non sia votare no, perché si andrebbe a favorire la burocrazia e non la libertà. Finiremmo col non poter più stipulare accordi di libera circolazione neanche con il Liechtenstein”, è una delle sue paure, mentre Blocher è convinto che l’UE, in caso di caduta dei bilaterali, si risiederebbe al tavolo a discuterli. Niente a che vedere con la Brexit, a suo avviso, per le basi legali esistenti.

Si è dibattuto anche sull’efficacia di eventuali contingenti in caso di sì alle urne. “Una pia illusione”, sono state le parole di Pelli.

E che cosa succederebbe coi frontalieri? Il liberale è convinto che non cambierebbe nulla perché si tratta di un problema di frontiera con l’Italia.

In aula erano presenti circa 120 persone.

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