POLITICA
Nel 2016 partecipò a una manifestazione fascista con la divisa delle SS, ora è candidata Marchesi: "Non può rappresentarci"
Liliane Jessica Tami è candidata in Capriasca con l'UDC. Il casellario giudiziario è pulito perché, seppur processata per apologia al fascismo, è stata assolta. Il presidente si dissocia comunque e invita a non sostenerla

CAPRIASCA - Piero Marchesi chiede, indirettamente, di non votare per una candidata UDC. Le liste sono ormai definitive e non può più essere tolta, ma il presidente cantonale è categorico: "non può e non deve rappresentare l’UDC all’interno delle istituzioni".

Lei è Liliane Jessica Tami e cinque anni fa, alla vigilia del 25 aprile, partecipò a una commemorazione di estrema destra al cimitero Maggiore di Milano. Portava divise e berretti delle SS e portava il vessillo della 29esima divisione granatieri Waffen-SS, addirittura aveva fatto il saluto romano e al grido di "Sieg Heil!".

Per quanto accaduto era stata processata e assolta dall'accusa di apologia fascista, perché "gli atti non sono tali da suggestionare concretamente le folle, e indurre negli astanti sentimenti nostalgici in cui ravvisare un serio pericolo di riorganizzazione del partito fascista".

Tami, al Cdt, non nega le sue simpatie fasciste. "Quello che mi attrae è l’impostazione filosofica di una certa visione del mondo, mentre la sua applicazione storica è tutta un’altra questione: i risvolti bellici sono stati terribili"., ha detto. Parlando della manifestazione ha sottolineato l'elemento ludico di indossare le divise delle SS. In concreto, si ritiene simpatizzante della filosofia fascista pur condannando il partito e non nega di aver fatto parte, in passato, di movimenti di estrema destra.

Un bubbone che sicuramente causerà polemiche e che non è piaciuto a Piero Marchesi. "Abbiamo chiesto a tutte le nostre sezioni di fare una verifica sui candidati che si intendono mettere in lista, in particolare controllando che non vi siano precedenti penali", ha spiegato. Nel caso di Tami, il casellario è pulito, grazie all'assoluzione, ma il fatto resta e Marchesi afferma al Cdt che "come presidente non posso tollerare situazioni di questo tipo e Tami non può rappresentarci. Ora valuterò di prendere provvedimenti nei suoi confronti secondo quanto previsto dallo statuto del partito".

Aveva chiesto alla sezione capriaschese, sentendo delle voci, di verificare. Ma ora Tami è candidata, toglierla dalle liste  non si può e velatamente il presidente invita a non sostenerla. 

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