POLITICA
La 'giungla' della legislazione. Vent'anni dopo la semplificazione, "a che punto siamo?"
Nel 2005 il Governo aveva terminato un grosso progetto volto a rendere più semplice la sua legislazione, col proposito di rivedere periodicamente, anche in modo preventivo, il pacchetto delle leggi. Esponenti di diversi partiti ora lo interrogano

BELLINZONA - La legislazione, si sa, a volte è complessa, un labirinto dove perdersi, soprattutto se non si è addentro al campo. Consapevole di quanto alcune norme fossero ormai desuete, vecchie e addirittura superate, dato che il mondo corre veloce e le situazioni cambiano, una ventina di anni fa il Governo aveva impostato un grosso lavoro di semplificazione della sua legislazione, ponendosi poi l'obiettivo di rivedere, anche in modo preventivo, il pacchetto leggi periodicamente. A distanza di vent'anni, cosa è stato fatto?

Lo chiedono, in una interrogazione interpartitica, Cristina Maderni, Sergio Morisoli, Sabrina Gendotti, Gianluca Padlina, Amalia Mirante, Marco Passalia, Luca Renzetti, Sem Genini e Andrea Censi, rappresentanti dunque di PLR, UDC, Centro, Avanti e Lega, ricapitolando quanto successo nel 2005 e citando numerosi atti parlamentari che, negli anni, chiedevano a che punto si fosse. 

"Tra il 2001 e il 2005 il Canton Ticino ha concretizzato il progetto denominato ”Alleggerimento della legislazione cantonale”, nell’intento di abrogare le norme desuete, le disposizioni ridondanti e contraddittorie e di semplificare le regolamentazioni. Si è trattato soprattutto di limitare allo stretto necessario le norme sulla procedura e l’organizzazione. Nell’arco di quattro anni il progetto ha permesso di abrogare 90 atti normativi e di modificarne 126 su un totale di 715", si legge nel testo. "Per condurre tale progetto di alleggerimento legislativo è stata utilizzata una check list, in base alla quale per ogni norma esaminata andava successivamente indicato se la stessa era desueta (vetusta, superata nel contenuto e nella forma), ridondante (cioè ripeteva un concetto già contenuto in altra legge), contraddittoria (in contrasto con un’altra norma di diritto che prevale),  eccessivamente burocratica o poneva un iter eccessivamente complicato, era poco elastica (troppo rigida rispetto al settore che disciplina), attribuiva una competenza che avrebbe potuto più opportunamente essere assegnata ad altra autorità, andava unita ad un’altra o andava più opportunamente inserita in un regolamento del Consiglio di Stato. L’esercizio ha passato in rassegna leggi, decreti legislativi, decreti esecutivi e regolamenti".

Ma poi il Governo chiedeva "l’introduzione di un controllo preventivo, effettuato esaminando ogni nuova normativa con il filtro della menzionata check list, prevedendo uno specifico punto concernente gli obiettivi, in ogni messaggio di legge o rapporto per l’adozione di un regolamento", consapevole che sarebbe servito a poco alleggerire la legislazione "per ritrovarsi nuovamente in una giungla nello spazio di pochi anni”.

Le domande, a quasi vent'anni dalla conclusione del grosso progetto, sono:

"1.     Dalla conclusione dell’alleggerimento legislativo condotto tra il 2001 e il 2005 è stato introdotto a livello cantonale l’auspicato controllo preventivo delle nuove norme?

2.     In caso affermativo, con quali modalità?

3.     In caso negativo, per quali ragioni?

4.     A quasi vent’anni dalla conclusione del progetto” Alleggerimento della legislazione cantonale” non è giunto il momento di ripetere l’esercizio, soprattutto nel caso in cui non sia stato introdotto l’auspicato controllo preventivo?

5.     Dal voto in Gran consiglio del 15 ottobre 2018 sul rapporto del 5 settembre 2019 della Commissione della legislazione sulle mozioni precedentemente indicate, in che modo è stato dato seguito ai precisi incarichi conferiti al Consiglio di Stato, in relazione ai singoli punti del rapporto adottato?"

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