La presidente della Confederazione ha tenuto il discorso augurale del primo dell'anno. "Tutti possiamo contribuire a formare il corso della storia, è l'idea su cui si basa la nostra democrazia". Ha lanciato un appello all'unità, "la nostra forza"

BERNA - Il primo dell'anno è una giornata caratterizzata da molti discorsi augurali da parte della classe politica dirigente: per la Svizzera, ha parlato la presidente della Confederazione Viola Amherd, che non ha nascosto come si stiano vivendo tempi difficili, con episodi che si credeva appartenessero alla storia e invece sono attuali (si riferisce alle guerre), invitando tutti però a cambiare le sorti grazie all'impegno, sia individuale che collettivo.
Quale potrà essere il ruolo della Svizzera nel difficile quadro internazionale attuale? “Tutti noi possiamo contribuire a formare il corso della storia. Su questa idea si basa la nostra democrazia. Ma siamo chiamati a coltivare questa idea assumendoci le nostre responsabilità e impegnandoci”, ha detto, sottolineando l'importanza dell'unità, il poter superare insieme gli ostacoli, dove a suo dire risiede la forza del nostro paese.
Nonostante tutto, "il nuovo anno è anche l'occasione per iniziare a scrivere un nuovo capitolo della nostra storia, perché non siamo impotenti. È su questo principio che si basa la nostra democrazia. Se noi tutti ci facciamo carico della responsabilità, questa diventa più leggera", ha proseguito, chiedendo a tutti rispetto per l'altro e di fornire ciascuno il proprio contributo. “Forse l’anno prossimo non sarà tutto perfetto e ci troveremo nuovamente di fronte a situazioni difficili. Ma insieme saremo in grado di fare la differenza, se lo vorremo”.