POLITICA
L'Italia riapre la caccia ai furbetti. E punta sui social: "L'evasione è come il terrorismo"
Il vice ministro Maurizio Leo ha spiegato la strategie dell'Agenzia delle entrate: "Quando abbiamo 80-100 miliardi di evasione fiscale capiamo che si deve tutti collaborare"

ROMA – L’Italia rilancia la lotta all’evasione fiscale: per contrastare l'evasione, il terreno di indagine sarà esteso anche a quanto professionisti e imprenditori svelano del proprio tenore di vita attraverso i social media. Lo ha annunciato il vice ministro dell'Economia, Maurizio Leo, nel corso di un'audizione convocata dalla commissione parlamentare di Vigilanza sull'anagrafe tributaria. “L'evasione fiscale è come un macigno, tipo il terrorismo. Quando abbiamo 80-100 miliardi di evasione fiscale capiamo che si deve tutti collaborare, nel rispetto dei dati personali - ha detto il vice ministro - bisogna fare un passo avanti per permettere all'amministrazione finanziaria di lavorare sul versante del data scraping”.

Oggi, ha spiegato, “professionisti o imprenditori vanno su internet, sui social, e dicono siamo stati in vacanza alle Maldive, siamo stati in quel particolare ristorante… elementi che devono corroborare le proposte che vengono fatte” in tema di concordato fiscale.

Per poter analizzare i contenuti che le persone condividono sui social in chiave anti-evasione serve però un accordo con l'Autorità garante della Privacy. “Da parte loro c'è assoluta disponibilità – ha concluso Leo - fermo restando la tutela dei dati personali”.

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