L'associazione Agtabbes rende pubblica una lettera che ha scritto ai membri della Gestione, cui aveva chiesto senza successo un incontro. "Le famiglie si chiedono quanto le decisioni impatteranno sui servizi e sulle prestazioni ai loro cari"

BELLINZONA - "Quanto le misure impatteranno sui servizi e sulle prestazioni alle persone affette da disabilità?". È la domanda che si pone insistentemente e con angoscia Atgabbes, da anni attiva nel sostegno alle famiglie di persone con varie problematiche. A preoccupare sono alcune misure contenute nel preventivo che il Gran Consiglio discuterà settimana prossima, che andrebbero a tagliare fondi destinati alla pedagogia e al sostegno di ragazzi con esigenze particolari, altri per servizi di appoggio e mantenimento a domicilio e ancora dei contributi agli istituti per disabili. L'associazione ha inviato una missiva alla Commissione della Gestione, cui ha richiesto senza successo degli incontri, in data 22 novembre, e ora la rende pubblica, assieme a una presa di posizione dove chiede di stralciare questi provvedimenti o di accogliere quanto meno degli emendamenti agli stessi.
Il rischio è che le ripercussioni vadano ben oltre quello che dicono le cifre, che pur sono importanti. Infatti, fa notare l'associazione nella lettera ai deputati della Commissione della Gestione dove esamina quel che accadrebbe in caso di approvazione di ogni singolo punto, "le misure previste per le strutture per Invalidi, per il solo 2024 comportano per il Cantone un risparmio di ben 11.04 milioni, vale a dire l’8.23 % di una manovra che, per il 2024 prevede un rientro di 134 milioni. Se guardiamo solo il gruppo 36, il contributo chiesto alle strutture per invalidi cosituisce circa il 27%. Si tratta di numeri importanti".
Teme che i ragazzi con disabilità non possano più essere sostenuti pedagogicamente e quindi non potranno avere una formazione volta a colmare il gap e sufficiente per il futuro, che non le famiglie non potranno più tenerli a casa e dovranno ricorrere a strutture, le quali a loro volta non potranno garantire iniziative e progetti per far fronte ai loro bisogni, come ad esempio l'occupazione presso laboratori e foyer di chi non può essere introdotto nel mondo del lavoro. La preoccupazione è quella di molti genitori, che si chiedono come faranno, una volta divenuti adulti, a occuparsi in prima persone dei figli con difficoltà, senza supporti. "Timori fondati perché è reale il rischio di vedere mancare servizi necessari ad assicurare quei diritti di pari opportunità, che uno stato civile e democratico deve garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro grado di “abilità”. Le misure proposte dal Cantone stanno generando disorientamento nelle famiglie che cominciano a chiedersi e chiederci quello che le cifre da sole non riescono ad esprimere: quanto le misure impatteranno sui servizi e
sulle prestazioni ai loro cari. Al disorientamento delle famiglie si aggiunge il disagio delle strutture che dopo aver pianificato gli interventi sulla base di contratti di prestazione si vedono decurtare i sussidi necessari per poterli rispettare".
Atgabbes ritiene che "l’aspetto più grave e allarmante delle conseguenze dei tagli previsti stia proprio in ciò che le tabelle di calcolo non riescono ad esprimere: l’inversione di tendenza culturale nell’applicazione dei concetti di integrazione e inclusione sociale nei confronti delle persone con disabilità. Concetti che rappresentano le basi per una vita dignitosa e che non possono essere considerati alla stregua di risultati contabili. Farlo rappresenta una mancanza di considerazione alla persona, alle famiglie, agli operatori, agli educatori, ai giovani volontari".
L'associazione non può "non evidenziare come la manovra di fatto rappresenta un’involuzione importante rispetto alle scelte operate in passato e questo ci preoccupa non poco. L’esperienza ci ha insegnato che le soluzioni passano attraverso il dialogo, un percorso che nel nostro Cantone, insieme ai professionisti e alle autorità abbiamo sempre privilegiato per garantire ai nostri cari, ai cittadini più bisognosi, soluzioni per una qualità di vita dignitosa in ogni fase della loro esistenza. Riteniamo che anche questa volta il nostro modesto contributo possa essere d’aiuto a trovare nuove soluzioni e facciamo espressa richiesta di essere ascoltati e coinvolti nell’ambito dei vostri programmi dove si discutono aspetti che riguardano la vita dei nostri cari".
"Se pensate alle persone toccate da queste misure, facciamo fatica capire quali possano essere state le considerazioni che hanno portato a definirle", è l'amara constatazione. "Per questa ragione la nostra associazione si augura che il Gran Consiglio possa stralciare o limitare queste misure tramite le proposte di emendamento che speriamo saranno messe in discussione".