POLITICA
Docente licenziato per un post pro Palestina? L'USI replica: "Il contratto era già scaduto"
La replica dell'Università al PC: "Nel 2023, lui stesso ha richiesto di sospendere l'insegnamento e l'Accademia ha riorganizzato il suo piano di studi di conseguenza"

LUGANO – “Nessun licenziamento è avvenuto”. Inizia così il comunicato stampa dell’USI in merito “alle recente dichiarazioni riguardanti il presunto licenziamento di un docente dell’USI per aver espresso opinioni politiche a sostegno del popolo palestinese”. In particolare, il docente protagonista della vicenda si era sfogato sui social ventilando una rescissione del suo contratto per presunte lamentele da parte di “organizzazioni ebraiche riguardanti post pro-palestinesi sul mio account Instagram. La direzione si è rifiutata sia di fornire i nomi delle “associazioni” sia di rispettare il mio diritto accademico di replica”.

La questione ha trovato anche eco politico con un’interrogazione al Consiglio di Stato firmata da Massimiliano Ay e Lea Ferrari per il Partito Comunista – Partito Operaio e Popolare.  Nel pomeriggio di oggi è arrivata la pronta replica dell’Università.

“L’architetto in questione – si legge nella nota - è stato docente con contratto semestrale presso l’Accademia di architettura dell'USI per due semestri (l’ultimo contratto è terminato il 31 dicembre 2022). Nel 2023 lui stesso ha richiesto di sospendere l’insegnamento e l’Accademia ha riorganizzato il suo piano di studi di conseguenza. Dopo il 31 dicembre 2022 non c’è stato alcun contratto tra lui e l’USI. L’architetto ha contattato la Direzione dell’Accademia a febbraio 2025 offrendosi per un nuovo incarico di insegnamento e gli è stato risposto che il piano degli studi per il prossimo anno accademico 2025-2026 era già stato predisposto e che una discussione sul successivo andrà fatta a tempo debito con la nuova Direzione dell’Accademia”.

Per poi precisare: “A dicembre 2023 il Rettorato e la Direzione dell’Accademia hanno ricevuto una lettera che segnalava l’attività sui social media dell’architetto. L’USI non è entrata nel merito di una valutazione giuridica o etica del contenuto dei post, proprio perché non c’era alcun contratto in essere”.

L’USI tutela “e promuove la libertà di espressione e libertà accademica, principi fondamentali sanciti anche dalla Legge sull’Università della Svizzera italiana. Ogni membro della comunità accademica ha il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni, anche politiche, nel rispetto dei limiti previsti dal Codice etico dell’USI e dalla legge in generale”. A conclusione del comunicato stampa, l’USI si riserva il diritto di tutelare i propri diritti nelle sedi opportune.
 

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