SANITÀ
Due progetti ticinesi per sconfiggere il Covid. "Una delle porte d'entrata potrebbe essere una proteina regolata da un recettore degli androgeni"
Il dottor Ricardo Mestre Pereira sta partecipando a due distinte ricerche, che partono da un presupposto che potrebbe spiegare come mai gli uomini hanno più spesso complicazioni. "Politica, serve un fondo d'urgenza per la ricerca"

BELLINZONA – La ricerca ticinese si mobilita per scoprire come sconfiggere il Coronavirus. Attualmente il dottor Ricardo Mestre Pereira sta partecipando a due studi pionieristici, come racconta nell’edizione di questa settimana di Opinione Liberale.

Si parte da un presupposto: gli uomini hanno più di frequente complicazioni a causa del virus. Il motivo potrebbe risiedere, anche se sono ipotesi, nel fatto che “gli uomini abbiano più comorbidità ma non spiega completamente questi dati. Un’altra possibilità, che stiamo studiando, è che il decorso Covid-19 possa essere dipendente dagli androgeni (ormoni maschili)”.Il virus, spiega Mestre Pereira, “per entrare nella cellula e potersi replicare, necessita di due “porte d’entrata”, una di queste si chiama TMPRSS2, una proteina presente sulla superficie cellulare. TMPRSS2 è regolato proprio dal recettore degli androgeni”. Esso può essere controllato con diversi farmaci.

Da qui è nato uno degli studi a cui partecipa, con altri ricercatori dello IOSI, IOR, IRB e EOC, l’Ordine dei Medici del Canton Ticino e i Checkpoint Covid-19. “Speriamo di poter attivare presto uno studio contro il Covid-19, ideato e svolto interamente in Ticino, in cui useremo un farmaco da tempo utilizzato per la cura del tumore della prostata in pazienti maschi con più di 60 anni e con almeno un fattore di rischio per complicazioni da Covid-19 con il razionale che questo farmaco potrebbe chiudere la porta d’entrata del virus nella cellula (TMPRSS2), sperando così di ridurre notevolmente le complicazioni in pazienti particolarmente a rischio”.

L’altro progetto, eseguito in collaborazione con ricercatori dell’Istituto Cantonale di Patologia di
Locarno, invece “vuole valutare il ruolo di un polimorfismo chiamato HSD3B1 (variante genetica presente nel 10% circa della nostra popolazione, molto diffuso in particolare in Italia e Spagna, che sono anche Paesi colpiti duramente dal Covid-19). Questa variante genetica potrebbe essere alla base di una maggior espressione di TMPRSS2, di livelli di androgeni più alti e così rappresentare una popolazione molto più a rischio di complicazioni”, continua Mestre Pereira.

Secondo il medico, “un fondo d’urgenza per la ricerca Ticinese contro il Ccvid-19 sarebbe davvero importante per mettere a disposizione della popolazione Ticinese dei potenziali trattamenti”, per sostenere i ricercatori ticinesi attivi in questo momento difficile.

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