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Torna “Patti chiari” con un test shock sulla cocaina in Ticino
Dall'indagine sono emersi risultati "stupefacenti". Da venerdì la nuova stagione su LA 1
@RSI

Oltre 600 puntate, più di 1200 servizi: sono i numeri che raccontano la storia di una delle trasmissioni più conosciute e apprezzate della RSI: Patti chiari. Nato nel 2008, il programma a difesa dei diritti dei cittadini si appresta a iniziare, venerdì 18 settembre alle 20:40 su LA 1, la sua diciannovesima stagione con un’inchiesta senza precedenti, che mostra i retroscena di un fenomeno sociale cresciuto sotto gli occhi di tutti, ma di cui non ci si accorge.

Un fiume di cocaina nei luoghi della quotidianità

Un paio di guanti, una salvietta e un telefonino: questi gli strumenti utilizzati per effettuare un test che ha rivelato, oltre ogni aspettativa, la diffusione della cocaina nelle città del Ticino. "Patti chiari" ha testato i bagni di decine di bar, discoteche, ma anche di strutture pubbliche insospettabili e addirittura quelli dei luoghi dedicati allo sport.

Il risultato è stato “stupefacente” e racconta di un fiume carsico di “coca” che scorre all’insaputa di tutti nei luoghi che frequentiamo, dove vanno o portiamo i nostri figli, dove si trascorre il tempo libero.

Una puntata che racconta una delle tante facce della Svizzera italiana, quella emersa nel corso degli anni attraverso inchieste delicate e di denuncia, capaci di suscitare scandalo, sollevare interrogativi e alimentare il dibattito, e che hanno contribuito a definire lo stile di Patti chiari. Un programma che sta dalla parte dei più deboli, di chi si trova a dover affrontare, spesso senza strumenti, i meccanismi perversi della burocrazia, il potere delle grandi imprese o la furbizia di truffatori e imbroglioni. Una trasmissione imparziale, che dà voce a tutti, ma non neutrale: perché prende posizione e si schiera dalla parte di chi ha meno voce.

Dalla parte dei cittadini, senza perdere una causa

Nel corso degli anni, la redazione si è trovata spesso a lavorare su informazioni e temi che non erano di immediata accessibilità, contribuendo a renderli pubblici e a tutelare il diritto dei cittadini a essere informati.

Denunce penali, richieste di rimborso e misure supercautelari per impedire la messa in onda hanno accompagnato il percorso di una trasmissione come Patti chiari, che ha fatto della sua funzione di “cane da guardia della democrazia” uno degli elementi distintivi del proprio lavoro. Un ruolo reso possibile anche dal servizio pubblico, che dispone degli strumenti per confrontarsi con interessi e poteri diversi e per garantire così il diritto all’informazione e la libertà di stampa.

In 18 anni di attività, Patti chiari non ha mai perso una causa. Un risultato che riflette il lavoro rigoroso e attento alle regole svolto dalla redazione e dai suoi giornalisti, con l’obiettivo di approfondire i temi e dare voce ai cittadini, senza fare sconti a nessuno.

La nuova stagione

La stagione prosegue con diversi temi di attualità. Una delle prossime puntate sarà dedicata al Ticino delle risse, un fenomeno in crescita con risvolti preoccupanti. In studio, a confrontarsi con politici e polizia, ci saranno cittadini vittime dei pestaggi e persone esasperate che chiedono alle autorità interventi più radicali per contrastare il fenomeno. E in un programma che dà voce a tutti, a parlare ci saranno anche loro: i “picchiatori”.

Protagonisti di risse che hanno fatto i titoli delle cronache, come Taha, condannato per il pestaggio avvenuto alcuni anni fa in piazza Castello a Locarno e oggi rinchiuso nel carcere dell’aeroporto di Kloten, in attesa di venir espulso dalla Svizzera.

Non mancheranno nemmeno i temi “sempreverdi”. Si parlerà dell’aumento dei premi di cassa malati, analizzato attraverso l’affluenza da record nei pronto soccorso ticinesi, i secondi più frequentati della Svizzera. Spazio anche alle storie delle tante vittime di truffe, di ogni tipo e specie, che vedono in Patti chiari l’ultima spiaggia per risolvere i loro problemi.

Vi aspetto venerdì sera alle 20:40 su LA 1 per i risultati del test sulla droga in Ticino e gli approfondimenti in studio.

Lorenzo Mammone

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