Torino
1
Lecce
2
fine
(0-1)
Torino
SERIE A
1 - 2
fine
0-1
Lecce
0-1
 
 
15'
ROSSETTINI LUCA
 
 
18'
LUCIONI FABIO
 
 
35'
0-1 FARIAS DIEGO
BERENGUER ALEJANDRO
40'
 
 
 
 
45'
FARIAS DIEGO
 
 
50'
LAPADULA GIANLUCA
 
 
56'
TABANELLI ANDREA
1-1 BELOTTI ANDREA
58'
 
 
 
 
73'
1-2 MANCOSU MARCO
 
 
88'
RISPOLI ANDREA
ROSSETTINI LUCA 15'
LUCIONI FABIO 18'
FARIAS DIEGO 0-1 35'
40' BERENGUER ALEJANDRO
FARIAS DIEGO 45'
LAPADULA GIANLUCA 50'
TABANELLI ANDREA 56'
58' 1-1 BELOTTI ANDREA
MANCOSU MARCO 1-2 73'
RISPOLI ANDREA 88'
Venue: Stadio Olimpico Grande Torino.
Turf: Natural.
Capacity: 27,994.
History: 5W-6D-3W.
Goals: 22-15.
Age: 26,2-26,5.
Sidelined Players: TORINO - Iago Falque (Ankle), Lyanco (Muscular), Simone Zaza (Knee), Cristian Ansaldi (Muscle), Simone Edera (Shoulder).
LECCE - Radoslav Tsonev (Suspended), Simone Lo Faso (Knee), Biagio Meccariello (Knee).
Referee: GIUA.
Assistants: RANGHETTI, IMPERIALE.
4th official: MARINELLI.
VAR Referee: DI PAOLO.
AVAR: NASCA.
Ultimo aggiornamento: 16.09.2019 23:23
Politica
11.09.2015 - 10:000
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Fonio e Jelmini, «lavoratori interinali, il Governo dia il buon esempio!»

In un'iniziativa parlamentare generica, Fonio e Jelmini rimarcano come il lavoro interinale crei precarizzazione e dumping, e chiede che il Consiglio di Stato «impedisca di utilizzarlo se non in casi gravi»

BELLINZONA - Il lavoro interinale dovrebbe essere una misura a cui ricorrere in caso di emergenza e per coprire picchi di attività, ma i numeri dicono che è diventato un'abitudine per molti datori di lavoro. Giorgio Fonio e Lorenzo Jelmini, che siedono in Gran Consiglio per il PPD, hanno inoltrato un'iniziativa parlamentare generica, chiedendo al Governo di essere il primo a dare il buon esempio. «Se non è possibile imporre regole al settore privato in generale, il Cantone può almeno dare il buon esempio limitando il ricorso agli interinali nei settori statale, parastatale e in tutte le imprese, aziende, enti che ricevono aiuti, sussidi o lavori dallo Stato sull’esempio di quanto avviene per gli appalti pubblici nel settore edilizio», chiedono. Si propone addirittura quella che viene definita «la soluzione più severa»: impedire «di far capo a internali, se non per gravi, giustificati e comprovati motivi. Il Consiglio di Stato deve avere la possibilità di fissare quote e stabilire le severe condizioni per l'assunzione a titolo eccezionale di lavoratori interinali». La necessità nasce da numeri allarmanti in merito al fenomeno. «La stragrande maggioranza dei lavoratori interinali proviene da oltreconfine e viene impiegata nell’edilizia e nell’industria, due settori dove il tasso di disoccupazione SECO è superiore alla media generale ticinese. Dimostrazione che anche in questi settori esistono lavoratori residenti alla ricerca di un impiego", si legge nel testo dell'iniziativa, così come «il ricorso a lavoratori notificati a tempo determinato, le cosiddette assunzioni di impiego, ha registrato un forte incremento. Il lavoro svolto dalle assunzioni di impiego corrisponde al 60% del totale delle ore di lavoro fornite dai notificati». «I lavoratori interinali sono meno protetti e più facilmente sfruttabili visto che generalmente chi si rivolge ad un’agenzia ha bisogno di lavorare ed è quindi più disposto a fare concessioni sulle condizioni di lavoro, gli orari, la paga»: e viene citato l'esempio di operai che hanno lavorato dalle 10 alle 11 ore sotto la canicola nel Mendrisiotto. Di essi, meno del 30% avevano un contratto a tempo indeterminato. «Gli stessi responsabili delle agenzie interinali ammettono che i lavoratori a prestito, in particolare i frontalieri sono “più flessibili” e disposti ad accettare paghe con cui i ticinesi non arriverebbero a fine mese», scrivono Fonio e Jelmini. Il Consiglio di Stato ha già specificato di essere a conoscenza della situazione e del fatto che essa provochi precarizzazione e dumping, chiedendo di monitorarla e incanalarla con gli strumenti a disposizione. Il Consiglio Federale, per contro, ha risposto picche. Dunque, se i contratti normali di lavoro non hanno arginato il fenomeno, per Fonio e Jelmini è ora di creare strumenti validi.
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