Politica
05.12.2015 - 10:340
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Energia, «non rischiamo la paralisi». Ma la bolletta potrebbe essere più salata...

Fiorenzo Scerpella di AET tranquillizza in merito all'allarme lanciato da Swissgrid. Ma con le energie rinnovabili non è tutto oro ciò che luccica, «la transizione va curata»

BELLINZONA - Un paio di giorni fa, Swissgrid, società che gestisce la rete elettrica nazionale, ha annunciato che quest'inverno, a causa del non funzionamento di Beznau 1 e 2 e della siccità, potrebbe scarseggiare l'elettricità in Svizzera, costringendo a esportarla dalla Francia e dalla Germania. Ne abbiamo discusso con Fiorenzo Scerpella, responsabile rete per AET (Azienda Elettrica Ticinese). Che ripercussioni si potranno avere in Ticino? «Il problema non è legato in modo particolare al Ticino, ma in generale alla Svizzera, in quanto se a causa delle precipitazioni scarse le riserve di acqua nei bacini sono poche bisognerà importare energia dall'estero. Le linee su cui dovrebbe correre questa elettricità hanno capacità limitate, dunque andrà monitorata la situazione per evitare sovraccarichi. È un compito di Swissgrid. La nostra attività invece non cambierà se non nel monitoraggio, eventualmente si dovrà cercare di non svolgere manutenzioni o messe fuori servizio programmate, o posticiparle in caso di problemi legati alla rete». Rischiamo davvero di rimanere per lunghi periodi senza corrente? «Semplicemente è una segnalazione di Swissgrid di un potenziale periodo critico, ma il tutto è tenuto sotto controllo e non ci saranno pericoli reali di rimanere senza corrente elettrica. Siamo coscienti di questa situazione e quindi terremo sotto controllo e valuteremo ogni passo e ogni attività». La situazione vi imporrà lavoro supplementare e particolare? E vi sarà un'influenza sui costi? «È solo una questione di pianificazione dei lavori e di controllare che non avvenga nulla che metta in pericolo il passaggio dell'energia sulla linea. In caso di mancanza di energia in Svizzera i costi lieviteranno, potenzialmente anche per gli utenti. Lo si potrà vedere comunque nei prossimi mesi». In questi giorni è in corso la Conferenza sul clima di Parigi, e si parla molto di energie rinnovabili. «Il tema energetico è di grande attualità. In tutta Europa si sta investendo molto nelle energie rinnovabili, d'altro canto vediamo anche come il passaggio dalle produzioni centralizzate con grandi impianti come le centrali atomiche a un sistema di produzione delocalizzate con piccoli impianti nella fase di transizione può causare problemi. Ora è spenta la centrale di Beznau e potrebbero esserci queste difficoltà nella rete. La transizione va curata e seguita con attenzione, il tutto va pianificato per il meglio. Una produzione con grandi centrali lo era, una centrale nucleare produce energia di banda, i piccoli impianti di energia solare lavorano solo di giorno quando c'è il sole, quelli eolici solo quando c'è il vento, non son programmabili come nel caso di una centrale bioelettrica, atomica o a gas, e dunque ci sono più difficoltà di gestione». Consigliate agli utenti delle precauzioni particolari? «No. I gestori della rete sia nazionale che locale sono informati della situazione e faranno di tutto per evitare problemi».
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