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Ultimo aggiornamento: 24.10.2019 00:59
Politica
22.08.2016 - 15:340
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

«Dove sono i dati su chi beneficia dell'assistenza?»

Michela Delcò Petralli ravvisa come «la pubblicazione di questi numeri si è diradata dal 2015 in poi. Una visione a 360° è utile a tutti per orientare l'azione politica e gli interventi statali»

BELLINZONA - Michela Delcò Petralli ha fatto sua la battaglia per avere un quadro completo della condizioni dei ticinesi, a partire da chi è disoccupato e da chi riceve l'assistenza. Dopo aver a lungo spiegato che i dati SECO non bastano a dare un'idea corretta, ora chiede a gran voce le statistiche su chi beneficia di rendite di assistenza, chiedendosi come mai esse non vengano più pubblicate a scadenza trimestrale o semestrale come accadeva in passato. «Il benessere di un paese si misura su numerosi fattori. Ci sono gli indicatori di tipo economico come ad esempio il PIL ma vi sono anche altri elementi che devono entrare in gioco. In questo senso risulta importante e serio disporre di tutti i parametri necessari per comprendere la situazione economica e occupazionale del nostro Cantone. I dati relativi alla disoccupazione SECO, che tengono in considerazione unicamente gli iscritti presso gli uffici regionali di collocamento sono stati sbandierati in lungo ed in largo da parte del Governo. Senza peraltro ricordare che il Ticino conta una percentuale di persone iscritte agli URC che risultano "non disoccupate" nettamente superiore alla media nazionale. Si tratta di persone che svolgono un'attività con un reddito inferiore alle indennità di disoccupazione (guadagno intermedio), oppure partecipano a programmi d’occupazione temporanea, periodi di pratica professionale, semestre di motivazione, seguono corsi di riqualifica e perfezionamento, stage di formazione, non sono immediatamente collocabili ( malattia, servizio militare o per altre ragioni non sono immediatamente collocabili), sono nel periodo di disdetta, svolgono un'attività a tempo parziale, ecc», si legge nel testo della Coordinatrice dei Verdi. «A pochi giorni di distanza dalla pubblicazione dei dati SECO, i dati della statistica ILO hanno ribaltato completamente la fotografia sull’occupazione in Ticino mostrando il forte incremento delle persone disoccupate rispetto allo stesso periodo del 2015. Ciò che manca ora per completare il quadro occupazionale sono i dati relativi all’assistenza sociale e alla sua evoluzione. Un incremento del numero di persone al beneficio di assistenza andrebbe certamente a completare e relativizzare i dati SECO che offrono soltanto uno spaccato minimo della realtà dell’occupazione in Ticino. La totale trasparenza è più che mai necessaria. Una visione a 360 gradi dell’occupazione in Ticino serve a tutti, soprattutto serve ad orientare l’azione politica e gli interventi statali. Negli scorsi anni l’amministrazione cantonale ha ben ottemperato all’obbligo di informazione, fornendo puntualmente a scadenza trimestrale una importante fotografia dell’assistenza sociale in Ticino. Dal 2015 le pubblicazioni si sono diradate, 2 soltanto all’anno a scadenza semestrale, mentre nel 2016 la pubblicazione tarda ad arrivare», continua, prima di porre le sue domande al Governo: «1. Perché la pubblicazione dei dati relativi alle prestazioni assistenziali non vengono più pubblicati a scadenza trimestrale e semestrale? 2. Perché i dati relativi al primo semestre 2016 non sono ancora stati rilasciati? 3. Perché il lodevole CdS insiste nel commentare la statistica SECO quando invece una mozione approvata dal Parlamento ha sancito la necessità di riferirsi anche alla statistica ILO, che comprende disoccupati e sottoccupati? 4. Quanti erano le persone al beneficio di prestazioni assistenziali a fine giugno 2016, e a fine agosto 2016? Qual è l’aumento percentuale rispetto agli anni precedenti? 5. Chi sono queste persone? Quante di loro sono finite in assistenza, o sono parzialmente dipendenti da aiuti sociali, per aver esaurito le indennità di disoccupazione o essere sottoccupati? 6. Quante di queste persone sono attualmente inserite in misure per favorire un inserimento professionale? Quante di queste persone risultano inseribili sul mercato del lavoro? Queste persone a beneficio dell’assistenza e inseribili, in che modo vengono conteggiati nella statistica della SECO? 7. Quale l’aumento della spesa pubblica dovuta alle prestazioni assistenziali per il 2016? 8. Cosa intende fare il Consiglio di Stato per arginare il fenomeno?»
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