Politica
21.12.2016 - 17:580
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:43

I Verdi, «per problemi nuovi servono soluzioni nuove. E noi le avevamo proposte...»

«Non esistono più i posti di lavoro sicuri, serve una visione a lungo termine, pensando a un progetto di sviluppo diverso»: il partito recrimina sulla bocciatura di tre sue iniziative

BELLINZONA - Sa un po' di bilancio il comunicato inviato in redazione dai Verdi, dove vengono riassunte con rammarico tre iniziative del partito, bocciate dal popolo. Si parte dal mercato del lavoro, radicalmente cambiato, a partire dai tagli previsti alla Posta, oltre che a Swisscom e nelle FFS. «Anche il settore bancario è sotto pressione dalla comunità internazionale e con l’allentamento del segreto bancario e dalla prevista riforma fiscale RIII delle imprese si perderanno ulteriori migliaia di posti di lavoro». «Una volta si trattava di “posti sicuri”, nozione che ai giorni nostri non esiste più. La società cambia e diventa sempre più interconnessa, la manodopera residente diventa sempre meno interessante se paragonata alle possibilità offerte della delocalizzazione, dall’automatizzazione e dalle ristrutturazioni operate nelle aziende», ragione il partito. «Nonostante queste insindacabili constatazioni, il lavoro resta un elemento fondante della nostra società. Quali sono le misure che si potrebbero intraprendere per controbilanciare questo trend? Molte sono le proposte avanzate direttamente dai Verdi oppure appoggiate dal nostro partito. Purtroppo al giorno d’oggi nel nostro cantone non si ha ancora l’intraprendenza e un pizzico di coraggio politico necessari per portare avanti importanti cambiamenti strutturali che potrebbero in definitiva portare grande vantaggio alla nostra società». Sostanzialmente, il riferimento è al reddito di base incondizionato, all’economia verde e all’uscita pianificata dal nucleare. Per quanto concerne il primo punto, «la sua introduzione riconoscerebbe il lavoro che tante persone svolgono quotidianamente in maniera gratuita e andrebbe a completare i redditi dei tanti, troppi, sottoccupati, working poor e disoccupati del cantone. Una misura sostenibile, rivoluzionaria, che avrebbe concesso una grandissima libertà alle persone». L'economia verde «proponeva di fissare gli obiettivi specifici per promuovere la ricerca, l'innovazione e la commercializzazione di beni e servizi durabili, di creare gli strumenti giusti per gettare le basi per un’economia nuova, moderna ed orientata al futuro. Sprecando meno le risorse e creando nuove filiere e posti di lavoro (ex riciclaggio delle plastiche)», mentre l'uscita pianificata dal nucleare «avrebbe sicuramente contribuito a ri-orientare gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili, contribuendo a creare know how e nuovi posti di lavoro destinati a durare nel tempo, sganciandoci dai combustibili fossili. Insomma per dare delle risposte agli odierni quesiti che l’evoluzione della società pone è necessaria una certa dose di coraggio e lungimiranza». «Le soluzioni vecchie non vanno più bene per i problemi nuovi», sostengono i Verdi. «È necessario cambiare approccio e avere una visione più a lungo termine della società. Per uscire dalla crisi sul mercato del lavoro è fondamentale pensare e progettare un modello di sviluppo diverso. Occorre investire sui profili professionali emergenti e competenze nuove – necessarie per sviluppare un’economia più sostenibile»: a detta del partito, sarebbe stato utile votare le sue iniziative...
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