Politica
23.01.2017 - 21:000
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Master di medicina, "lievito" per l'USI. Dal 2020 si formeranno in Ticino 70 medici all'anno

La nuova Facoltà è stata presentata oggi. Il Rettore: «il nostro Cantone contribuirà allo sforzo di formare nuovi medici». Beltraminelli: «un corso che aiuterà la qualità della medicina»

LUGANO - La Facoltà di scienze biomediche, che permetterà di studiare medicina in Ticino, è ora realtà. Davanti a numerosi politici, questa mattina presso l'USI si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del nuovo Master. A prendere la parola sono stati il Segretario di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione Mauro Dell’Ambrogio, il Rettore dell’USI Boas Erez e il Decano della Facoltà Mario Bianchetti. Che in Svizzera ci sia penuria di medici lo si dice da tempo, e Dell’Ambrogio ha sottolineato il determinante contributo su scala federale di 100 milioni per gli anni 2017-2020, destinato a incoraggiare l’aumento dei posti di studio in medicina umana con l’obiettivo di raggiungere 1'350 nuovi medici formati annualmente in Svizzera a partire dal 2025. L'USI, con la nuova facoltà, aiuterà a risolvere questo problema e lancerà, secondo lui, alcuni spunti di riflessione sul sistema complessivo di finanziamento della formazione e della ricerca medica a livello nazionale. Giustamente fiero e orgoglioso il Rettore dell’USI Boas Erez, che ha voluto mettere l'accento su tre aspetti della nuova Facoltà: «sul piano della formazione, contribuirà allo sforzo di formare più medici; sul piano della ricerca, raggrupperà e coordinerà attività di grande valore scientifico sviluppate in Ticino già da alcuni decenni nel campo della biomedicina; sul piano dell’innovazione, favorirà lo sviluppo del territorio e rafforzando i legami con il settore farmaceutico della Svizzera italiana e quello della ricerca traslazionale biomedica. Il ruolo della Facoltà è in sostanza di aggiungere "lievito" a questo impasto già esistente per farlo crescere a livello universitario. È grazie alla capacità di fare sistema che il nostro progetto può dare al settore medico svizzero un nuovo indirizzo, sia formativo che geografico, contribuendo in modo determinante alla crescita della Svizzera italiana sul piano nazionale». Dopo i ringraziamenti di rito a chi ha creduto e partecipato al progetto sin dall'inizio, tra cui il già Presidente dell’USI Piero Martinoli, il Decano della Facoltà Mario Bianchetti ha spiegato i dettagli tecnici dei corsi. Il percorso formativo previsto prenderà avvio dal mese di settembre di quest’anno con i Bachelor delle istituzioni universitarie partner dell’USI, ovvero l’ETH Zürich, l’Università di Zurigo e l’Università di Basilea. Nel 2020, al termine dei tre anni di Bachelor, circa 70 studenti provenienti dalle tre università partner inaugureranno il Master dell’USI, grazie al quale – dopo successivi tre anni studio – potranno avere accesso all’esame federale. I professori chiamati a comporre la nuova Facoltà di scienze biomediche dell’USI – oltre al Decano Prof. Mario Bianchetti – sono (in ordine alfabetico): Andrea Alimonti (Direttore di laboratorio presso l'Istituto oncologico di ricerca, IOR), Luca Gabutti (Primario del servizio di medicina interna dell’Ospedale San Giovanni di Bellinzona e Valli, Capo dipartimento medicina interna EOC), Michele Ghielmini (Primario di oncologia medica e Direttore sanitario dello IOSI), Alain Kälin (Direttore medico del Neurocentro della Svizzera italiana e Responsabile della ricerca in neuroscienze e del laboratorio di neuroscienze), Antonio Lanzavecchia (immunologo, Direttore dell’Istituto di ricerca in biomedicina, IRB), Giovanni Pedrazzini (Co-primario di cardiologia al Cardiocentro Ticino) e Giacomo Simonetti (Primario di pediatria presso l’Ospedale San Giovanni di Bellinzona e l’Ospedale della Beata Vergine a Mendrisio). Tutti sono stati valutati dal Comitato costituente della nuova Facoltà, composto da esperti dal prestigio nazionale e internazionale quali Ludwig Kappos, Luigi Mariani, Giatgen Spinas, Christian Wolfrum e Thomas Zeltner. Da Facebook, il Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli ha reso pubblica la sua gioia: «Parte il Master in medicina in Ticino! È stato presentato oggi all'USI di Lugano il progetto e i primi professori. Dal 2020 si formeranno in Ticino 70 nuovi medici l'anno dando un grande contributo ad aumentare il numero dei medici formati in Svizzera. Il master favorirà lo sviluppo di qualità della medicina in Ticino unendo le forze. Una grande soddisfazione per chi ci ha creduto con caparbietà e costanza superando molte difficoltà, in modo particolare il presidente dell'USI Piero Martinoli, che da poco ha concluso il suo mandato». Foto: Tipress
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