Politica
10.05.2017 - 11:160
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

I Verdi e l'assistenza che finalmente diventa un problema. "Beltraminelli, ora spiega a Vitta che non va tutto bene"

Il partito è soddisfatto del fatto che il Consigliere di Stato ha ammesso la propria preoccupazione per la crescita dei beneficiari dell'assistenza. "Il primo passo per affrontare un problema è ammettere che esiste"

2 anni fa Beltraminelli preoccupato per l'aumento delle persone in assistenza nell'ultimo anno. Alcuni di essi lavorano a tempo pieno
BELLINZONA – 894 in assistenza in più nel corso di un anno, con una percentuale del 2,2% sul totale della popolazione ticinese che beneficia delle prestazioni. Fra di esse, anche un  migliaio di persone che lavorano, un centinaio addirittura a tempo pieno. Le cifre sono state rese note ieri, e non possono che destare preoccupazione.

I Verdi avevano sempre fatto notare una certa indifferenza verso queste cifre costantemente in crescita, e in più atti avevano sollecitato la pubblicazione di numeri precisi e dettagliati, oltre a soluzioni. Ieri, Paolo Beltraminelli si è detto preoccupato, e il movimento ecologista esulta.

“Il primo passo per affrontare un problema è certamente quello di riconoscere che lo stesso esista. Ha fatto finalmente outing il Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli che da anni insabbiava un fenomeno noto a tutti nel paese reale”, si legge in un comunicato. “L'esplosione dei costi legati alla socialità/assistenza d'altro canto erano già chiari anche alle amministrazioni comunali chiamate a partecipare in maniera sempre più consistente alle spese. Le politiche di taglio alle prestazioni sociali (Disoccupazione, AFI e API) hanno sicuramente contribuito in maniera significativa ad accentuare il fenomeno”.

Il vero colpevole, secondo i Verdi, è però senza dubbio il mondo del lavoro. “Lo testimonia perfettamente il dato di oltre un quinto di beneficiari che, seppure lavorando, non riesce a sostentare se stesso e la propria famiglia. Un dato che mostra il precariato di questo cantone e il livello ormai drammatico dei salari versati. In questo senso urge l'applicazione rigorosa dell'iniziativa popolare "Salviamo il lavoro in Ticino" che potrebbe contribuire a invertire la tendenza e rendere meno attrattivo il ricorso a mano d'opera estera a basso costo”. L’iniziativa, promossa proprio dai Verdi, è stata approvata dal popolo, e ora arenata su questioni di fondo, come il salario minimo per tutti o differenziale per settori.

“Ora il ministro Beltraminelli dovrà darsi da fare a spiegare al collega Vitta che non va tutto bene e che i dati della disoccupazione sono ben poco significativi se dall'altra parte la necessità di ricorrere alle prestazioni sociali è in continuo aumento. La sola presunta responsabilità sociale delle aziende si è dimostrata uno specchietto per allodole, mentre il territorio è stato pesantemente saccheggiato da un'economia con uno scarso indotto per la nostra regione”, attacca la nota. In effetti, va detto che la disoccupazione, secondo i dati SECO, è scesa nell’aprile 2017 dello 0,1%, un dato che è stato oscurato dalle cifre relative all’assistenza.

“Al contempo bisognerà adoperarsi per fornire gli strumenti adeguati al settore dell'assistenza sociale per seguire in maniera approfondita le famiglie toccate dal fenomeno e contribuire, con progetti mirati ed individualizzati, a un percorso di reinserimento professionale”, termina il comunicato.
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