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Politica
11.09.2018 - 11:100

"Gli svizzeri devono sempre pagare per tutti? Decisione lesiva degli interessi di chi versa i contributi"

Quadri va alla carica contro la decisione della SECO di pagare la disoccupazione ai dipendenti del Casinò di Campione. "E controllate anche i permessi B"

BERNA – Aveva fatto capire sin da subito che la disoccupazione che la SECO si è detta disposta a far ricevere ai dipendenti del Casinò di Campione, rimasti senza lavoro dopo il fallimento della storica casa da gioco, che però non avevano mai pagato i contributi in Ticino, non lo convinceva. E Lorenzo Quadri, detto fatto, ha depositato un’interpellanza al Consiglio Federale in merito.

“La SECO ha deciso di concedere il diritto alle rendite dell’assicurazione contro la disoccupazione svizzera (AD) anche ai dipendenti del casinò di Campione d’Italia (che formalmente non sono licenziati) purché siano residenti in Svizzera. In circa i 2/3 dei casi di tratta di permessi B. I dipendenti del Casinò di Campione non hanno mai versato contributi all’assicurazione contro la disoccupazione svizzera”, inizia, spiegando la situazione.

E perché la SECO ha detto sì? Quadri prosegue dicendo che “la SECO argomenta che, in caso di mancato intervento, queste persone rischierebbero di finire a carico dell’assistenza. Dimenticando però che i requisiti d’accesso alle prestazioni assistenziali sono restrittivi (reddito e sostanza; ulteriori difficoltà per i dimoranti) e che queste prestazioni, limitandosi a coprire il minimo vitale, sarebbero comunque nettamente inferiori alle rendite di disoccupazione; specie in considerazione degli elevati livelli salariali del Casinò di Campione. A rendere la decisione della SECO ancora più infondata, le decurtazioni delle rendite AD decise negli anni scorsi con la revisione LADI, a danno dei lavoratori che hanno sempre pagato i contributi, e motivate con necessità di risparmio. Le necessità di risparmio non valgono per i dipendenti del Casinò di Campione?”. Un caso ed anche una polemica, quindi.

Per questo, chiede al Consiglio federale:

“- Alla luce di quanto sopra, è intenzione del CF intervenire affinché la decisione della SECO di versare le rendite di disoccupazione ai dipendenti del Casinò di Campione residenti in Svizzera - ingiustificata e lesiva degli interessi dei lavoratori e dei datori di lavoro che hanno sempre versato i contributi all’AD - venga rivista? Se no, perché?

- Il CF reputa che l’organico del Casinò di Campione adeguato e non sovradimensionato? 

- Qual è il costo stimato dell’ “operazione Casinò di Campione” per le casse dell’AD?

- Quanti titolari di permessi B beneficeranno della rendita elvetica?

- Che verifiche verranno svolte (in collaborazione con le autorità locali) per assicurarsi, a tutela delle casse dell’AD, che i permessi B di cui sopra non siano stati ottenuti tramite residenze fittizie? 

- Come mai la Svizzera si attiva e versa rendite anche a chi non ha diritto, mentre lo Stato italiano – Campione non è territorio elvetico – è latitante? Gli svizzeri devono sempre pagare per tutti?

- È al corrente il CF che il Comune di Campione d’Italia ha cumulato debiti per un ammontare di svariati milioni nei confronti di enti pubblici e privati ticinesi? Come intende attivarsi il CF affinché questi debiti vengano saldati?”

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