Politica
28.02.2019 - 15:000

Rossi attacca il medico del traffico, Repubblica lo difende. "I suoi detrattori sono UDC. Pare che in Ticino sia l'unico problema..."

La conferenza stampa, cui è seguita una petizione a tutti i politici ticinesi a Bellinzona e Berna, non è passata inosservata in Italia. "Si è giocato sul fatto che sia donna e per di più italiana. La campagna elettorale si gioca sulla sua pelle"

BELLINZONA – Il caso della dottoressa del traffico è arrivato anche in Italia, con Repubblica che racconta la vicenda e prende di mira il Ticino. Dopo il tam tam mediatico, Tuto Rossi e un’ottantina di persone hanno indirizzato una lettera a Consiglieri di Stato, gran consigliere, Consiglieri Nazionali e Consiglieri agli Stati ticinesi, e la conferenza stampa in cui si parlava del tema ha attirato l’attenzione del giornale italiano.

“La riforma della legge federale sulla circolazione stradale denominata Via Sicura, ha inasprito le sanzioni e le multe e ha introdotto la figura del medico del traffico. Nell’applicare questa riforma, il Ticino ha peggiorato la situazione, condannando in maniera del tutto fuorilegge il cittadino a subire insopportabili costi supplementari. La Sezione della Circolazione di Camorino ha concordato con la dottoressa Mariangela De Cesare (medico del traffico) una tariffa minima di CHF 1'150.00 per una visita di una mezzoretta e una perizia generalmente scritta con il taglia e incolla. Grazie alla Sezione della Circolazione, la dottoressa De Cesare approfitta di un guadagno assicurato di centinaia di migliaia di franchi all’anno, sborsati dal cittadino senza nessuna trasparenza”, si legge nella missiva, che è una petizione.

“A questo scandalo si è recentemente aggiunto un fatto ancora più grave: la Sezione della Circolazione ha stipulato un accordo con la Scuola Universitaria Professionale (SUPSI) di Manno per eseguire perizie psicologiche del traffico a prezzi ancora superiori. La popolazione è rimasta scioccata nell’apprendere che una scuola pubblica emetta fatture di CHF 400.00 all’ora a carico del cittadino, per un servizio che gli viene affidato dallo Stato. Infine SUPSI, Sezione della Circolazione e De Cesare obbligano il cittadino a pagare anticipatamente le loro enormi fatture. Lo possono fare perché il cittadino viene messo in una situazione di sottomissione e si sente ricattato: se non paga in anticipo, non potrà mai più guidare!”, prosegue, dicendo che dato che la patente serve, molti si indebitano. 

Poi le richieste. “Vi chiediamo di confermarci il vostro impegno affinché al 21 marzo al più tardi, primo giorno di primavera del 2019, in Ticino sia stato

1. abolito l’obbligo di pagamento anticipato delle perizie dei vari medici, psicologi e altro del traffico

2. abolito il tariffario della Sezione della circolazione e sostituito con un tariffario, per esempio di CHF 180.00 all’ora per il medico del traffico se professionista indipendente (Mariangela De Cesare o altri), e con la semplice copertura dei costi per gli esami e le perizie eseguite nelle strutture pubbliche (SUPSI, laboratori sussidiati etc).

3. scoperchiato il conflitto d’interessi in cui si trovano i vari medici del traffico o SUPSI, che possono raddoppiare i loro guadagni semplicemente decidendo che l’automobilista deve tornare a farsi visitare da loro”.

E Repubblica cosa dice? Non usa parole tenere. “La campagna elettorale in Canton Ticino si gioca sulla pelle di una dottoressa torinese che da anni lavora in Svizzera, dove si è specializzata in medicina del traffico, un filone che esiste solo Oltralpe. Cosa che le si sta ritorcendo contro, tra attacchi politici, il meno, campagne social denigratorie, mail di insulti a sfondo razzista, giocando sul fatto che è donna e per di più italiana”, scrive in un articolo Diego Longhin.

“Mariangela De Cesare, classe 1980, è un classico esempio di cervello in fuga, di italiana all'estero che trova la sua strada. Accolta bene a Losanna, dove si specializza e muove i primi passi nel mondo del lavoro. I problemi nascono quando si trasferisce in Ticino, Cantone dove non esisteva nessun medico abilitato fino a quando De Cesare, madrelingua italiana, non accetta l'incarico” e vengono descritti gli attacchi, sottolineando come in altre parti della Svizzera i costi sono ancora maggiori.

“Il tema buca. Non è un caso che i due detrattori del lavoro della dottoressa torinese, Denti e Rossi, che non perdono occasione per sottolineare le magagne della figura del medico del traffico, siano ora candidati dell'UDC alle elezioni del 9 aprile per eleggere l'esecutivo e il parlamento ticinese. E sembra che in Canton Ticino non esistano altri problemi se non quelli legati al medico del traffico”. 

Longhin poi sottolinea che ad attaccarla è Denti, che la dovrebbe difendere, e che la mancanza di alternative non è certo colpa di De Cesare.

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