Politica
29.07.2019 - 11:300

Sinora, sul medico del traffico a Palazzo delle Orsoline silenzio. "Ma ora avete intenzione di risarcire i ticinesi?"

Una sentenza del TRAM ha dato ragione a Tuto Rossi, adesso Piero Marchesi e cofirmatati interpellano il Consiglio di Stato, ricordando gli atti parlamentari e la lettera sul tema rimasti senza risposta

BELLINZONA – Una polemica che ha infuocato il Ticino, parecchi atti parlamentari inevasi. Ora che vi è una sentenza del TRAM che stabilisce come le perizie del medico del traffico Mariangela De Cesare fossero illegali, cosa ha intenzione di fare il Consiglio di Stato? Sostanzialmente, è ciò che chiedono con un’interpellanza Piero Marchesi e Tiziano Galeazzi (primi firmatari), Sergio Morisoli, Edo Pellegrini, Daniele Pinoja.

A occuparsi del caso è stato sin dall’inizio Tuto Rossi. Lo stesso “ha inoltrato via e-mail ai politici ticinesi (Consiglieri di Stato, Gran consiglieri, Consiglieri nazionali e Consiglieri agli Stati) una lettera sottoscritta da 130 cittadine e cittadini”, in cui si chiedeva “di confermarci il vostro impegno affinché al 21 marzo al più tardi, primo giorno di primavera del 2019, in Ticino sia stato: abolito l'obbligo di pagamento anticipato delle perizie dei vari medici, psicologi e altro del traffico; abolito il tariffario della Sezione della circolazione e sostituito con un tariffario, per esempio di CHF 180.00 all'ora per il medico del traffico se professionista indipendente (Mariangela De Cesare o altri), e con la semplice copertura dei costi per gli esami e le perizie eseguite nelle strutture pubbliche (SUPSI, laboratori sussidiati etc.); scoperchiato il conflitto d'interessi in cui si trovano i vari medici del traffico o SUPSI, che possono raddoppiare i loro guadagni semplicemente decidendo che l'automobilista deve tornare a farsi visitare da loro”. Nessuna risposta.

Oltre ad alcune proposte sempre di Rossi per sanare la situazione, dato che oltre alle tariffe altissime del medico “risulta che la Sezione della circolazione in modo illegale minaccia tramite un formulario ufficiale di adottare una decisione "sfavorevole e conclusiva" (in pratica il ritiro per sempre della patente) all'automobilista che si rifiutasse di pagare in anticipo la richiesta di acconto del medico del traffico di livello 3 e 4”, “in data 13 marzo 2019 Paolo Pamini e cofirmatari presentavano un’Iniziativa parlamentare dal titolo "Medico del traffico -basta con le vessazioni contro gli automobilisti", da cui sono riportate parte delle informazioni contenute in questo atto. L’iniziativa chiedeva al Gran Consiglio di trattare con urgenza la questione, intervenendo sulle modalità con le quali il medico del traffico valorizza le proprie prestazioni e ne richiede il pagamento, togliendo innanzitutto l'illegalità dell'esosa tariffa inventata dalla Sezione della circolazione, e stabilendo una tariffa corretta con la base legale richiesta dallo Stato di diritto. Atto che risulta tutt’ora inevaso”, proseguono Marchesi e cofirmatari.

Pochi giorni fa, la sentenza del TRAM, che dà ragione a Rossi. Ma ora cosa succede? “È oramai chiaro che la prassi definita dalla Sezione della Circolazione sia immediatamente da rivedere per evitare di continuare a vessare i cittadini ticinesi. Dopo numerose discussioni pubbliche, inchieste giornalistiche e atti parlamentari, il Consiglio di Stato è finalmente chiamato ad agire”, scrivono i deputati, che in un’interpellanza chiedono:


"1. Quale è la lettura del Consiglio di Stato della sentenza del Tribunale Amministrativo in oggetto?

2. Il Consiglio di Stato intende agire tempestivamente (entro massimo 2 mesi) per correggere le eccessive tariffe dei vari Medici del traffico mediante decisione governativa?

3. Intende il Consiglio di Stato fare chiarezza circa l’operato della Sezione della Circolazione per capire i motivi che hanno portato la stessa a definire questa vessatoria prassi e queste tariffe esagerate?

4. Intende il Consiglio di Stato agire nei confronti della Dottoressa De Cesare per verificare le modalità di trattazione dei casi in relazione alla sentenza del Tram? Se Sì, valuta anche l’interruzione del mandato o della collaborazione in essere?

5. Come intende agire il Consiglio di Stato verso tutti quei cittadini ticinesi che hanno subito questo ingiusto e vessatorio trattamento? È ipotizzabile un risarcimento danni a queste persone? A quanto ammonterebbe il risarcimento totale? Chi se ne farebbe carico?

6. Nel caso Il Consiglio di Stato intendesse risarcire chi ha subito un danno, intende chiamare alla cassa i vari Medici del traffico che hanno contribuito a cagionare il danno?"

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