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20.12.2019 - 15:340

Solo 650 firme raccolte per l'aeroporto, il referendum non decolla. A rilento anche quello per la riforma fiscale

I rispettivi comitati referendari hanno lanciato un appello: “Abbiamo bisogno di firme e dell’aiuto di tutti per poter evitare lo spreco di più di 15 milioni di soldi pubblici in un aeroporto senza futuro, e contro i regali fiscali a certe aziende"

BELLINZONA – Solo 650 firme raccolte delle 3'000 necessarie, che devono essere consegnate entro il 31.12 per dichiarare riuscito il referendum. La raccolta firme per il referendum cantonale procede molto lentamente e, anche se non abbiamo dati, anche quella contro l’applicazione della riforma fiscale non decolla.

Così oggi i rispettivi comitati referendari lanciano un appello a tutta la popolazione Ticinese. “Abbiamo bisogno di firme e dell’aiuto di tutti per poter evitare lo spreco di più di 15 milioni di soldi pubblici in un aeroporto senza futuro, e contro i regali fiscali alle aziende senza coscienza ambientale o sociale”.

L’appello è stato diramato affinché tutte le persone che ritengono importanti questi due importanti temi, si attivino, oggi, per raccogliere firme al più presto ed inviarle al più presto a Verdi del Ticino, CP 1636, 6500 Bellinzona. Entro fine dicembre, per garantire la vidimazione delle firme, devono rientrare almeno 3000 firme a referendum. Ogni firma conta e anche i formulari incompleti sono validi.

Ecco le motivazioni di chi ha lanciato i referendum:

"Il referendum contro il credito per l’aeroporto di Lugano – Agnovuole impedire di iniettare nuovamente soldi pubblici in un aeroporto che è già stato abbandonato dalla compagnia di bandiera Swiss e da numerose altre compagnie. La concorrenza con AlpTransit, i vicini scali di Malpensa e Zurigo rendono lo scalo di Agno poco attrattivo. Ad avvallare questa tesi il declino costante ed inesorabile dei passeggeri fino all’interruzione, questo autunno, definitiva dei voli di linea. Oltre alla mancanza di passeggeri e di voli si aggiungono i limiti tecnici dell’infrastruttura, i debiti dello scalo e i problemi ambientali legati alla scelta di sostenere e finanziare un mezzo che sempre più verrà sostituito da alternative più ecologiche".

"Il referendum contro l’applicazione della riforma fiscale cantonale vuole evitare che a beneficiare degli sgravi fiscali siano ancora una volta aziende poco meritevoli, senza impegno né sociale né ambientale. Attualmente, così come proposta, la riforma sgraverebbe a pioggia tutte le aziende indistintamente dall’impegno profuso per l’ambiente e per i lavoratori. Ricordiamo che così come è stata impostata dal governo ticinese, questa riforma non farà altro che esasperare la concorrenza fiscale e farà perdere alle casse cantonali e comunali circa 150 milioni all’anno aprendo le porte alla perdita di prestazioni e servizi utili ai cittadini".

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